– 3 A NATALE

Eccolo qua.
Anche quest’anno è arrivato.
Il Natale è alle porte.
Una manciata di giorni e poi inizierà il girone dei cenoni, dei brindisi e delle tombolate in compagnia.
Siete pronti?
Avete preparato lo stomaco e soprattutto il fegato?
E il cuore è pronto?
Ad essere più buono, ad accogliere gli amici e i nemici e a non scannarsi per un parcheggio il giorno di Natale al cinema multisala?
Con Michael Bublè in sottofondo ovunque e il traffico che te lo raccomando.
Tenete botta se potete, godetevi le feste e riposatevi.
Io passerò questi giorni a cucinare e sfornare biscotti come se non ci fosse un domani.
Ma anche a riposarmi e a rilassarmi.
Nel calore di casa, con il caminetto acceso e il cane che sonnecchia sul divano.
Perché Natale è questo per me.
Famiglia, amici, amore.
Come ultimo, ma non meno importante la condivisione.
Altrimenti sarebbe Natale solo a metà.
Buone feste a tutti voi!

 

 

 

 

 

Con il Natale alle porte

Se me l’avessero detto anni or sono non ci avrei mai creduto.
10 giorni al Natale e ancora nessun regalo sotto l’albero.
Sono finiti gli anni d’oro, quelli del consumismo smodato e dei regali costosi.
Gli anni in cui persino il macellaio ti regalava il cesto di Natale al posto del solito calendario.
I tempi in cui, metro alla mano, misuravo gli ingombri delle scatole per capire se effettivamente quello che mi aspettavo era all’interno.
Devo dire che c’ho preso più volte, e questo negli anni ha appannato la voglia di farmi sorprese da parte di mio marito.
Tant’è che negli ultimi Natali i regali me li sono scelta da sola così ha risparmiato pure tempo.
Eppure, quest’anno ho tentennato, ho rimandato pure l’albero, fatto senza voglia una settimana fa. 
Questo Natale sembrava così lontano e poi è arrivato tutto all’improvviso.
Alla fine, si cresce e anche le festività si sentono sempre meno, come l’alcol.
Per citare JAx.
E poi…
Questa mattina mi sono svegliata presto e nella mia testa è partito tutto uno scampanellio di canzoncine natalizie, profumo di biscotti e cioccolata calda.
Per un attimo mi è sembrato persino che nevicasse tanto mi aveva pervaso lo spirito natalizio.
E qual’è il posto migliore se non il centro per lasciarsi sopraffare dal Natale?
Mi sono incappottata, sciarpa e guanti (quelli veramente li ho dimenticati a casa mannaggia) e via alla ricerca dei regali perfetti.
Le vie illuminate del centro, le vetrine addobbate con la neve finta e le pigne.
Qualche famoso brano natalizio in filodiffusione, waffles fumanti e cioccolata bollente nei chioschetti. 
Aroma di spezie nell’aria, perché non è Natale senza lo zenzero e la cannella.
Ho percorso le vie del centro canticchiando, sprofondando le mani nelle tasche del cappotto.
Ho persino comprato del vischio dalla vecchina dei fiori, da appendere a casa.
Tornata a casa mi sono dedicata ad impacchettare i regali, spago e carta gialla.
Semplici e di cuore perché Natale quando arriva, arriva.

 

BURRO SPEZIATO DI NATALE
Un burro dal sapore natalizio velocissimo da preparare
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Prep Time
5 min
Total Time
5 min
Prep Time
5 min
Total Time
5 min
Ingredients
  1. 250 g burro a temperatura ambiente
  2. 1 cucchiaino mix La Saporita
  3. 1 cucchiaino di cannella in polvere
  4. 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  5. 3 chiodi di garofano
  6. 1 anice stellato
Instructions
  1. Mettete il burro ammorbidito in una ciotola (io ho utilizzato quella del robot da cucina) e unite le spezie in polvere.
  2. Tritate grossolanamente i chiodi di garofano e l'anice stellato e aggiungeteli al burro.
  3. Mescolate e amalgamate bene tutti gli ingredienti.
  4. Versate il composto sopra un foglio di carta forno e date una forma omogenea.
  5. Richiudete avvolgendo la carta su stessa e stringendo bene ai lati il vostro burro.
  6. Riponete in frigorifero a far rassodare.
Notes
  1. Ottimo da spalmare sul pane o da mangiare con i biscotti!
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/

 

LE MIE MANI, LE TUE

Comfort Food | 25 novembre 2016 | By

È una delle prime cose che guardo in una persona.
Le mani.
Trovo che raccontino molto.
Se ad esempio guardate le mie potrete notare un piccolo avvallamento di pelle appena sotto le falangi.
Si è formato dal continuo sfregamento con il guinzaglio di Denver.
Anche sul dito medio ho un marchio indelebile.
A memoria di un periodo cupo e fortunatamente lontano anni luce.
Mi è tornato in mente mentre preparavo le pere per questa ricetta.
Un vizio che gli ho visto fare tante volte, quando con l’aria pensosa si avvicinava la nocca alle labbra.
Non so dire se l’ho preso da lui, eppure il segno indelebile del mordicchiarmi nervosamente la nocca è li.
A memoria di un gesto che ho visto fargli fare milioni di volte.
Se ripenso alle sue mani, non posso fare altro che pensare anche alle mie.
Nonostante mi dicano che sono affusolate come quelle di mio padre, io ci vedo una somiglianza innegabile anche con quelle di mio nonno.
Mani nodose, lavoratrici.
Di quelle che non avevano paura di sporcarsi.
È in un gesto spontaneo come quello di sbucciare una pera che lo ritrovo.
Mentre guardo le mie mani muoversi ripenso alle sue.
Alla fine del pranzo, mentre sbucciava un frutto.
Con mia madre in sottofondo che lo rimproverava dicendogli che la frutta andava mangiata prima del pasto altrimenti non si digeriva.
Quelle mani grandi che sapevano abbracciarmi così bene e sollevare anche pesi di cento chili, si muovevano leggiadre attorno al frutto.
Incidendo la pelle e non intaccando mai la polpa.
In alcuni giorni la mancanza si fa più viva e vorrei mostrargli come sono diventata grande e donna.
Allora vado a trovare nonna e mi inebrio con il profumo di casa.
Tutto è quasi come allora, anche le pere fanno bella mostra di sé nel portafrutta.
Pronte solo per essere mangiate.
Sembra quasi che tu uscirai dal tuo laboratorio con il zinalone blu, andrai nel bagno piccolo e ti laverai le mani come ti ho visto fare milioni di volte.
Strofinando bene il sapone da sotto le unghie e risciacquandole sotto l’acqua fresca.
Piccoli gesti quotidiani che mi tormentano di ricordi.
Ma ti tengono vivo nella mia mente e anche nel mio cuore.
E comunque, per inciso le pere le sbucciavi meglio tu.

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PERE VOLPINE AL VINO ROSSO
Serves 4
Un dolce tipico dell'entroterra romagnolo, la pera si caramella con lo sciroppo al sangiovese creando un sapore succulento.
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Prep Time
5 min
Cook Time
30 min
Total Time
35 min
Prep Time
5 min
Cook Time
30 min
Total Time
35 min
Ingredients
  1. 12 pere volpine
  2. 300 ml di vino rosso sangiovese
  3. 100 ml di acqua
  4. 75 g zucchero di canna
  5. 25 g zucchero bianco
  6. 1 pizzico di sale
  7. 3 chiodi di garofano
  8. 1 stecca di cannella
Instructions
  1. Pulite le pere e inseritele in una padella profonda.
  2. Ricoprite le pere per poco più della metà con il vino e l'acqua.
  3. Versate gli zuccheri e il pizzichino di sale.
  4. Unite le spezie e ponete sul fuoco a fiamma viva.
  5. Coprite con un coperchio e quando inizia a sobbollire abbassate la fiamma.
  6. Lasciate cuocere a fuoco lento per 30 minuti circa, fino a quando il vino comincia a sciroppare.
  7. Servite tiepide e irrorate con lo sciroppo.
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MATTINE DI FINE OTTOBRE

Finalmente è arrivato.
Il grigiore di fine ottobre con le sue prime nebbioline.
Tempo bigio al mattino quando apro le finestre.
La voglia di rincantucciarsi ancora un po’ tra le coperte, tra il tepore rimasto dalla notte.
Il momento della giornata che preferisco, quando sono assonnata e cerco di far luce sulla giornata che mi attende.
Le faccende da sbrigare, la spesa, il cane.
Appunto, il cane.
A dir la verità il momento della giornata che preferisco è un altro.
Appena passato il torpore della sveglia, quando faccio le scale per scendere al piano di sotto.
Quello è il momento migliore della giornata.
Lui è li, ancora un po’ assonnato ma con la coda scodinzolante.
Pronto a ricoprirmi di baci e coccole adoranti.
Un balzo ed è sul divano, mi accoccolo vicino a lui e lì incomincia veramente la mia giornata.
L’amore è tangibile nell’aria, sembra che non ci vediamo da un paio di anni invece che una manciata di ore.
Gli occhi color ambra di Denver mi guardano adoranti.
Nessuno mi ha mai guardato come mi guarda lui.
Quell’esserino nero e peloso è tutto amore al mattino appena sveglio.
Un amore sincero e incondizionato come solo quello dei cani sa essere.
Ho imparato tanto da lui nell’ultimo anno della mia vita.
Il tempo delle coccole è finito, ora bisogna fare colazione.
Come un’ombra mi segue in cucina e con sguardo attento mi guarda preparare il caffè.
Controlla con attenzione che dopo aver inserito lo zucchero nella tazza apra anche il secondo cassetto.
Quello del pane secco, la sua colazione.
E la sua adorazione mi viene da dire.
Con gli occhi a forma di cuore non perde di vista un secondo il tozzo di pane.
Ecco, diciamo che forse come guarda un pezzetto di pane secco non ha mai guardato nessuno in vita sua.
Nemmeno il babbo, il suo amore inconfutabile.
Quel Denver.
Un anno e mezzo oggi. 
Cinquantacinque chilogrammi in crescita di bontà, ubbidienza e amore.
Cinquantacinque chilogrammi fatti di giochi, cocciutaggine e curiosità.
Cinquantacinque chilogrammi che hanno cambiato la mia vita.

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GAMBI DI BARBABIETOLA CARAMELLATI
Serves 2
Semplici e veloci da preparare, vi stupiranno per la loro bontà
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Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Ingredients
  1. 6 gambi di barbabietola rossa
  2. 2 cucchiaini di miele
  3. 2 cucchiaini di zucchero moscobado
  4. 1 cucchiaio di sciroppo alla cannella
  5. 125 ml di acqua
  6. 2 bacche di cardamomo (i semini all'interno)
  7. 2 anici stellati
  8. formaggio brie
Instructions
  1. Mondate i gambi di barbabietola e puliteli.
  2. In un pentolino dal fondo spesso inserite tutti gli ingredienti.
  3. A fiamma media fate sciogliere bene lo zucchero e il miele.
  4. Portate a bollore e abbassate la fiamma al minimo.
  5. Lasciate sobbollire per 15 minuti.
  6. Quando il liquido sarà diventato denso e sciroppato e i gambi delle barbabietole si saranno inteneriti potete togliere dal fuoco.
  7. Guarnite un formaggio brie con i gambi caramellati per un aperitivo stuzziacante.
Adapted from da una ricetta di Sophie Dupuis-Gaulier tratta dal libro Bon Appétite
Adapted from da una ricetta di Sophie Dupuis-Gaulier tratta dal libro Bon Appétite
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La Teresina

Da lei potevi comperare di tutto.
È da lei che ho comperato la mia prima Barbie.
È da lei che ho comperato pure la prima sorella di Barbie, nota Skipper.
Con i capelli a frisé con ciocche fluo.
Da lei scelsi il mio primo paio di orecchini di bigiotteria.
Per quelli veri, uguali a quelli di nonna, dovetti aspettare ancora qualche anno.
Mia nonna per regalarmeli non mi portò dalla Teresina, ma dall’orafo a fianco.
Piccolo paesino di montagna, i negozi potevano contarsi sulle dita di una mano sola.
Ricordo che il sabato, quando ero in montagna dai nonni, era una tappa irrinunciabile.
Accompagnavamo il nonno al bar e poi via a fare scorribande nei negozi di paese.
Si andava dalla Teresina per comperare un po’ di tutto.
Dal sapone di marsiglia alle caramelle, passando per i quotidiani e le sigarette.
Qualche confezione di cartaigienica e bottiglie di shampoo e detersivo.
Io guardavo gli scaffali con aria estasiata, ammirando tutti quegli oggetti sistemati alla rinfusa.
Questo poteva sembrare ad una prima, frettolosa occhiata.
Ma poi guardando bene, c’era un ordine ben preciso in cui era sistemata la merce.
L’angolino di fianco alla porta d’ingresso era il mio preferito, grandi barattoli di latta facevano bella mostra su uno scaffale di legno.
Nomi sconosciuti e profumi inebrianti.
Era la parte dedicata alla drogheria, dove spezie provenienti da paesi lontani venivano gelosamente custodite in vasetti di varie fogge e dimensioni.
In autunno, quando la temperatura si abbassava e l’aria di montagna si faceva d’improvviso gelida, la nonna faceva scorta di quel ben di dio.
Profumatissime stecche di cannella, anici stellati dalla curiosa forma a stella e pungenti chiodi di garofano.
Con quegli acquisti si diceva arrivederci alla bella stagione e ci si preparava alle prime infreddate.
All’interno del piccolo negozio si formava sempre un capannello di persone venute a raccontare o ad ascoltare qualche nuova.
Si facevano due chiacchiere al tepore della piccola stufa elettrica, si terminavano gli acquisti e si tornava verso casa.
La nonna allora accendeva la stufa e metteva dentro al pentolino di rame una bella dose generosa del vino buono, quello del nonno.
Qualche cucchiaio di zucchero e le spezie profumate.
Fette di arancia e scorza di limoni.
Lasciava sobbollire il tutto sulla stufa per poi flambare l’alcool per farlo evaporare.
Era pronto così, in pochi minuti uno dei rimedi infallibili per il raffreddore.
Caldo e speziato, la nonna diceva era portentoso.
Lo preparava per me che ero raffreddata ma se ne versava un bella tazza piena pure lei.
Io le chiedevo sempre se stava male e lei mi rispondeva che non solo faceva bene per il raffreddore ma che faceva bene anche per l’anima.
Ancora oggi ai primi freddi e ai primi starnuti preparo sempre un bel pentolino di vino speziato.
I gesti sono sempre quelli, da anni.
Affetto le arance, gratto la scorza dei limoni e uso il vino buono.
Cannella, chiodi di garofano e anice stellato.
Un profumo inebriante invade la cucina riportandomi indietro anni luce.
Buon raffreddore a tutti.

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VIN BRULE
Una calda e confortante bevanda contro i malanni di stagione
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Prep Time
5 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Prep Time
5 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Ingredients
  1. 500 ml vino rosso
  2. 30 g zucchero semolato
  3. 3 stecche di cannella
  4. 3 anici stellati
  5. 3 chiodi di garofano
  6. 1/2 arancia, scorza e fette
  7. 1 limone, la scorza
Instructions
  1. Versate il vino in un pentolino e unite tutti gli ingredienti.
  2. Portate a bollore e flambate.
  3. Lasciate evaporare l'alcool e versate nelle tazze.
  4. Gustate caldo.
Notes
  1. Potete passare il vino con un colino e lasciare a parte le spezie e gli agrumi.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
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