DIETRO AL MIRINO

Non ho mai saputo cosa volevo diventare da adulta.
Mentre le mie amiche avevano già le idee ben chiare in testa,
io alla domanda:

“Cosa vuoi fare da grande?”
…scappavo a gambe levate rossa come un peperone.

Un’infanzia strana la mia, di quelle in cui non ti insegnano a sognare tanto meno ad investire su di te.
Mi sono ritrovata già grande con ancora in testa quella domanda : cosa vuoi fare da grande?
Ad essere sinceri non lo so tanto bene nemmeno ora, quello che so però è che ho scoperto una cosa su me stessa che ignoravo.
Io che ero quella che storceva il naso e faceva le facce buffe quando le scattavano una fotografia.
Quella che negli anni è stata anche dietro l’obiettivo diverse volte, non sentendosi mai completamente a suo agio. Oppure no, ma quella era un’altra vita e un’altra Elisa.
Probabilmente dovevo solo capire che dovevo spostarmi.
Fare un giro completo e impugnare la macchina fotografica per sentirmi veramente a mio agio.
E così eccomi qui oggi, trentasette anni quasi, tante domande in testa ma anche qualche bellissima risposta.
Quella di oggi è la mia nemesi, forse l’ultima o chissà.
Quello che so per certo è che vi toccherà sorbirvi qualche mio scatto ancora per un po’.
Si perché quella passione nata per caso forse aveva senso di esistere, ed è per questo che ho voluto immortalare qualche mio scatto di food in un mio primo libro fotografico.
Vedere e sfogliare con mano quelle fotografie è un’emozione unica, un piccolo passo verso la risposta a quella domanda che mi perseguita.

 

 

 

 

Per la mia prima raccolta di foto ho scelto SaalDigital, oltre ad avere una vasta gamma di articoli e formati vari per i vostri fotolibri, tutti stampabili su carta lucida o opaca, dispongono di un vero e proprio software per creare il vostro personalissimo libro.
Io l’ho trovato carinissimo e ho già deciso di stamparne altri con le foto di famiglia.
Un modo meraviglioso per avere sempre a portata di occhi le mie fotografie preferite!

– 3 A NATALE

Eccolo qua.
Anche quest’anno è arrivato.
Il Natale è alle porte.
Una manciata di giorni e poi inizierà il girone dei cenoni, dei brindisi e delle tombolate in compagnia.
Siete pronti?
Avete preparato lo stomaco e soprattutto il fegato?
E il cuore è pronto?
Ad essere più buono, ad accogliere gli amici e i nemici e a non scannarsi per un parcheggio il giorno di Natale al cinema multisala?
Con Michael Bublè in sottofondo ovunque e il traffico che te lo raccomando.
Tenete botta se potete, godetevi le feste e riposatevi.
Io passerò questi giorni a cucinare e sfornare biscotti come se non ci fosse un domani.
Ma anche a riposarmi e a rilassarmi.
Nel calore di casa, con il caminetto acceso e il cane che sonnecchia sul divano.
Perché Natale è questo per me.
Famiglia, amici, amore.
Come ultimo, ma non meno importante la condivisione.
Altrimenti sarebbe Natale solo a metà.
Buone feste a tutti voi!

 

 

 

 

 

ANCHE GLI ANGELI MANGIANO FAGIOLI

Carlo Pedersoli.
Giuro di essere rimasta di sasso quando da bambina scoprii il suo vero nome.
Quell’omone grande e grosso che a me ricordava tanto il mio nonno, non era un americano come avevo creduto.
Lui era il mio preferito.
Schivo e burbero quel tanto che bastava in quei mitici spaghetti western che io adoravo.
Indimenticabili i suoi ceffoni.
Anche sapere che le risse erano finte e non si picchiavano per davvero mi aveva provocato una certa delusione.
Mi aspettavo che al momento del ciak partissero e si gonfiassero per bene.
Nella mia testa di bambina è stato pari all’aver scoperto che Babbo Natale non esiste.
Per me Bud Spencer era invincibile, il mio preferito in assoluto.
Subito dopo il nonno.
Quando ho letto l’annuncio della scomparsa è stato come se una parte della mia infanzia volasse via.
I film guardati con il nonno sulla poltrona marrone, i commenti in sottofondo della nonna, che sembravano usciti da un fumetto.
Punch.
Sdeng.
Pow.
Dagli.
Quest’ultimo l’aggiungeva sempre la nonna, amante sfegatata della boxe.
E del calcio, che invece al nonno non piaceva per niente.
Diceva di non voler perdere tempo a vedere gente correre dietro ad un pallone.
Preferiva di gran lunga guardare un bel western.
E io con lui.
Sarà stato per la stazza, per il suo essere un gigante buono che in Carlo Pedersoli rivedevo il nonno.
Ancora oggi non posso fare a meno di ripensare con maliconia a lui quando guardo in tv uno dei suoi spaghetti western preferiti.
Mi sento a casa mentre scorrono le scene viste mille e mille volte.
Punch. Sdeng. Pow. Dagli.
Riposate in pace giganti buoni e vegliateci da lassù.

PANCAKE BANANA E UOVA 7-4604

PANCAKE BANANA E UOVA
Ideali per uno spuntino veloce e genuino
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Prep Time
5 min
Cook Time
10 min
Total Time
15 min
Prep Time
5 min
Cook Time
10 min
Total Time
15 min
Ingredients
  1. 2 banane
  2. 2 uova piccole
per guarnire
  1. yogurt greco
  2. mirtilli freschi
  3. sciroppo d'acero
Instructions
  1. Tagliate a fette le banane e schiacciatele con una forchetta.
  2. Mettete la polpa di banana in una ciotola e unite le uova.
  3. Sbattete bene con una frusta e amalgamate bene.
  4. Scaldate una piastra o una padella antiaderente e versate un cucchiaio di composto per formare ogni pancake.
  5. Lasciate cuocere per un paio di minuti, fino a quando si formeranno le bolle in superficie.
  6. Con una paletta girate con delicatezza i pancake e fate cuocere anche dall'altro lato.
  7. Guarnite i vostri pancake con una quenelle di yogurt bianco e dei mirtilli freschi.
  8. Inondate con lo sciroppo d'acero e gustate subito!
Notes
  1. Attenzione alle quantità, potrebbe servirvi qualche fetta di banana per addensare il composto in più se le uova sono troppo grandi.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
PANCAKE BANANA E UOVA 1-4582 

PANCAKE BANANA E UOVA 10-4619

PANCAKE BANANA E UOVA 5-4597

 

 

LA RAGAZZA DEI SOFFICINI

Questa è la storia di una ragazza normale. Quella ragazza sono io,o meglio lo ero. Oggi dovrei dire signora,ma non mi si addice. Signora è mia mamma,dico sempre. Non so,mi vedo ancora così giovane…Comunque ritornando a noi. Questa è la mia storia.Ero una bambina molto capricciosa in fatto di mangiare,un po’ come tutti i bimbi. Verdure zero,pesce zero,carne poca,dolci tanti. So per certo,che già a quell’età,avevo le idee chiaro in fatto di cibo. Il problema era che di cibo ne capivo poco o niente. Sono una ragazza degli anni ottanta,quindi potrete capirmi se vi dico che sono cresciuta a sofficini,bastoncini del capitano e merendine di una nota marca. Immaginate quindi cosa ne capissi di cibo,per quanto avessi già gusti ben marcati. Non che mi lamenti,sono cresciuta bene. Ecco,magari qualche allergia alimentare me la sarei evitata se avessi mangiato meno conservanti,ma tant’è. Crescendo poi,non è che sia andata meglio…ricordo un periodo in cui andavo matta della piadina con la cioccolata spalmabile. Niente di strano per un’adolescente. Non fosse per l’aggiunta di badilate di maionese. Si,avete capito benissimo. Nutella e maionese insieme. Se ci penso ora mi viene mal di stomaco…Comunque ho superato pure quella fase,che più o meno coincide con il periodo in cui ho assaggiato le melanzane per la prima volta. E mi sono pure piaciute. Ma la mia cultura culinaria era ancora agli antipodi,diciamo che è negli ultimi dieci anni che ho finalmente iniziato a conoscere il cibo ed apprezzarlo. In effetti,se devo proprio dirla tutta,una buona parte della mia cultura la devo a mio marito e a sua madre. Sono entrata in casa loro che non mangiavo nulla e ora invece mi devono portar via il piatto a forza. Ma si sa,con gli anni si cambia… Ed esattamente sei anni fa,tutto è cominciato con una cena estiva e delle patate al forno. Mio marito che mi dice che sono più buone di quelle di sua madre…e io che da quel momento,accetto la sfida e mi lancio in cucina. Essere più brava di mia suocera,un traguardo inarrivabile. E’ così che ho iniziato a cucinare,seriamente. A studiare,informarmi,incuriosirmi. E’ si,perché non si può stare in cucina senza curiosità,senza voglia di sapori nuovi e diversi dal solito. Addirittura ora ho un blog di cucina tutto mio,faccio parte di una community meravigliosa,le Bloggalline. Ecco,loro sono le prime che voglio ringraziare. Perché se due anni fa non mi fossi unita a loro mi sarei persa un sacco di cose belle. Ho trovato e conosciuto persone speciali,persone vere. Amiche che ti aiutano in ogni modo e hanno sempre tempo per incoraggiarti,per una mano sulla spalla. Anche se virtualmente,loro ci sono sempre. Giorno e notte. E non crediate che parlino solo di cucina! Tra loro ci sono le nostre meravigliose admin,che nonostante abbiano anche loro una vita privata,negli ultimi mesi sono state completamente fagocitate da questo meraviglioso progetto che è iFood.

Il portale di cucina più bello del web. E io,ne faccio orgogliosamente parte. iFood raccoglie e accoglie l’amore per la cucina. Unisce persone diverse ma unite dalla stessa passione.

Vedrete,vi innamorerete di iFood,io l’ho già fatto!

Ultimi,ma non ultimi,vengono i ringraziamenti per Netaddiction e per tutte le persone che hanno lavorato tantissimo a questo progetto.

Sapete,la ragazza dei sofficini ancora non ci crede se pensa a tutte queste cose bellissime. Quella ragazza fino a qualche anno fa non sapeva proprio cosa fare della sua vita. Forse non lo sa nemmeno adesso. Ma di una cosa è sicura : non smetterà mai di cucinare.

 

 

 

 

 

ifood

 

Collage infografica no affiliazione

 

 

A presto,con una nuova ricetta…

LE LETTERE



Ho una sola fotografia che ritrae la mia nonna Lina.
Era la madre di mio nonno e io l’ho conosciuta quando ero piccolina.
Non ricordo molto di lei,a parte il grembiule a fiori che portava sempre e la sottile catenina d’oro dalla quale non si separava mai.
Ricordo perfettamente il giorno in cui è venuta a mancare,quando il nonno mi ha portato con se a vederla per l’ultima volta.
Forse è stata l’unica volta in cui l’ho visto veramente triste.
Ora della mia nonna Lina e del nonno Vittorio mi rimangono solo un paio di fotografie,di quelle ancora in bianco e nero,con il vestito buono.
E un mucchietto di vecchie lettere,scritte su carta sottile.
Ricordo ancora quando qualche anno fa,mia madre le ha scovate.
Insieme c’erano anche documenti,medaglie e quella fotografia.
Ritrae la nonna Lina,con l’immancabile grembiule a fiori mentre impasta sul tagliere infarinato.
Tengo tanto a quell’immagine,me la fa sentire più vicina.
Soprattutto ora che ho letto le lettere.
 

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