TERIYAKI BURGER per KIKKOMAN

Mi sono scervellata parecchio su quale ricetta proporre per il contest di iFood che vede in collaborazione niente di meno che Kikkoman.
Per chi non lo sapesse, Kikkoman è produttore leader della salsa di soia.
Adoro la salsa di soia e la utilizzo in tantissime ricette.
E poi mi ricorda la mia amata Thailandia, dove la salsa di soia è onnipresente.
Eppure…il vuoto.
Ho pensato a mille ricette e altrettante volte ho cambiato idea.
Studia e cerca, pensa e ripensa alla fine ho avuto l’illuminazione sulla via di Damasco.
Non è accaduto sui tomi di una biblioteca o leggendo antichi manoscritti di cucina.
E’ successo molto più semplicemente.
Ovvero addentando un ottimo hamburger.
E’ stato li che ho visto la luce.
Colonna sonora di Ennio Morricone.
Mentre divoravo quel panino me ne immaginavo un altro.
Immaginavo un hamburger fusion con spinaci e formaggio di montagna.
Ma con una salsa particolare, orientale e saporita al punto giusto.
Volevo che la salsa non fosse solo di accompagnamento però, così ho deciso di utilizzarla anche come condimento della carne a crudo.
Con la salsa di soia Kikkoman ho preparato una classica salsa teriyaki, una salsa giapponese scura e vellutata il cui nome deriva da Teri, lucido/splendente e Yaki, cotto alla griglia.
Ho utilizzato la salsa teriyaki per insaporire la carne e poi come salsa finale per guarnire il panino.
Con la salsa teriyaki la carne diventerà lucida e caramellata in cottura.
Renderà il vostro hamburger succulento e particolarmente saporito.
Se vi siete incuriositi potete leggere la mia ricetta proposta su iFood qui
Vi solletico ancora un po’ il palato con la fotografia con la quale partecipo al contest fotografico, la mia amica Manuela Bonci giudicherà i meravigliosi scatti protagonisti di questo bellissimo contest.
Buona salsa di soia a tutti!

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Con questo post partecipo al premio speciale food photography del contest Kikkomania.

AHI,SETTEMBRE…

Ebbene si lo ammetto.
Sono sempre stata una fobica dei cani.
Ricordo ancora il patema di mia madre ogni mattina in cui doveva portarmi a scuola.
Non saranno stati più di cinquecento metri,eppure io la facevo ammattire.
La strada per andare a scuola costeggiava il parco e alcune case.
C’era il prato verde,le panchine,gli alberi e loro.
I cani.
Già in lontananza,come li vedevo,iniziavo a correre attorno a mia madre e loro correvano attorno a me.
Tutto il percorso fino alla scuola avveniva così,urlando e correndo.
Ricordo ancora l’ansia che mi prendeva ogni volta che scendevo le scale di casa e sapevo che avrei incontrato qualche cane.
Il cuore mi batteva forte e i palmi delle mani iniziavano a sudare.
Non crediate che mia madre non abbia mai cercato di farmi capire come comportarmi di fronte ad un cucciolo.
Ma a me non entrava in testa. E così piuttosto che coccolarlo e fargli le carezze,scappavo via terrorizzata all’idea che mi mordesse,leccasse o anche solo saltasse per giocare.
Ammetto di aver invidiato le mie amichette che non avevano nessuna paura,anzi alcune avevano addirittura un cucciolo loro.
E io avevo talmente terrore da non voler andare nemmeno a casa loro.
Sia mai mi avessero fatto giocare con il cane…rischiavo un infarto.
Anche crescendo poi le cose non sono andate affatto meglio.
Ricordo con quanto timore andavo a casa degli amici che avevano un amico a quattro zampe…
Fosse gatto o cane non importa.
L’importante era invece scappare subito dentro casa al sicuro.
Andava male,malissimo quando gli animali da compagnia venivano tenuti al calduccio dentro le mura domestiche.
Lì non avevo scampo.
Ero nel loro territorio…
E così me ne stavo tutto il tempo con l’ansia.
La sedia ben attaccata al tavolo o il corpo ben ancorato al divano.
Ci sono state anche volte in cui io mi sono chiusa a chiave dentro ad una stanza per paura che il cane o il gatto degli amici mi venissero a cercare.
Ora ci rido sù,ma allora vi assicuro che c’era da piangere.
Con il tempo poi ho scoperto da dove deriva tutta questa fobia per gli animali. O almeno credevo di aver capito il perché.
Ma ora so che quella motivazione non bastava.
Come non bastava il fatto che diversi cani mi avessero attaccato.
Probabilmente loro volevano giocare ma io al tempo la intesi in un’altra maniera.
Ora so che alla base di tutto c’è si,il mio background,ma anche il lato dolente del mio carattere che mi porta a voler avere tutto sotto controllo.
Tornando ai cani…
Già qualche anno fa potevo dire di non averne più paura,merito di Aikon.
Un cane meraviglioso che ha magicamente stravolto la mia vita.
Questa è un’altra storia però,e forse un giorno o l’altro ve la racconterò.
Sappiate solo che mentre vi scrivo sono seduta di fianco a Denver,un magnifico esemplare di cane corso che è la gioia dei miei occhi.
Un cucciolo tenerissimo e testardo come pochi è entrato nella nostra vita e nei nostri cuori.
Credo sia doveroso raccontarvi di quanto mio marito desiderasse un cucciolo e credo dobbiate anche sapere che la notte prima di andare a conoscere Denver la qui presente ha avuto un attacco di panico durato fino alla mattina.
E poi…che dire…
Ho incontrato il suo sguardo,i suoi teneri occhi verdi e non ho saputo resistere.
Gli ho donato tutto il mio cuore in un istante e in quello stesso istante sono svanite anche tutte le paure e le fobie che avevo.
Negli ultimi quindici giorni sono diventata una persona diversa,nuova.
E questa persona mi piace molto.
E’ la stessa che fino a qualche tempo fa mai avrebbe pensato di farsi dare i bacini da un cucciolo nè tantomeno di toelettarlo di tutto punto e di raccogliergli la pupù.
E’ la stessa persona che mai e poi mai avrebbe pensato di condividere la stanza con un cane,tantomeno la camera da letto.
La stessa che credeva che per farsi dare retta bastava alzare la voce.
E che educare un cucciolo sarebbe stato semplice.
No,veramente quello non l’ho mai creduto.
E invece Denver è bravissimo,molto intelligente e intuitivo.
Pure troppo.
Ha subdorato subito che i suoi padroni stravedono per lui…
Ci mettono tanto amore e molta,moltissima pazienza.
Certo non è sempre facile,soprattutto quando il cucciolo (che tenete presente pesa già 20 chilogrammi) si impunta e si dimostra testardo come la sua mamma.

Ma ad un certo punto nella testa scatta qualcosa.
Capisci che se vuoi educare e migliorare lui,devi prima migliorare te stesso.
Che ne dite,non male come catarsi settembrina,vero? 

 

“Fino a quando non hai amato
un animale,una parte della tua
anima sarà sempre senza luce”

(Anatole France)

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VOGLIA D’INVERNO…

 

1 pagnotta fresca (con lievito madre)
1/2 cipolla bianca
250 gr di champignon crema
5 salsicce grosse
100 ml di brodo di carne

1/2 bicchiere di vino rosso
100 gr di scamorza affumicata
prezzemolo

olio evo
sale 
pepe

Mondate la cipolla e tagliatela a fette.
Pulite i funghi e affettateli non troppo sottili.
Versate un filo di olio in una casseruola e fate soffriggere la cipolla fino a quando non inizierà a dorare.
Unite la salsiccia sgranata e fate sigillare bene cuocendo per una decina di minuti a fuoco medio.
Allungate con un pò di brodo,salate e pepate.

Sfumate con il vino rosso e lasciate cuocere per altri 20 minuti senza coperchio.
Mescolate ogni tanto per non far raggrumare la salsiccia.
Ora aggiungete i funghi,amalgamate bene e abbassate la fiamma.
Fate andare in cottura per una decina di minuti,i funghi devono rimanere un pochino tosti.
Spolverate con il prezzemolo tritato e fate riposare.
Nel frattempo tagliate l’estremità superiore della vostra pagnotta ed eliminate gran parte della mollica fino a creare un cratere.
Riempitelo con il composto di salsiccia e funghi e adagiatevi sopra qualche fettina sottile di scamorza.
Passate 5 minuti in forno già caldo a 200° modalità grill fino a che il formaggio non si squaglierà.
Vi consiglio di far dorare anche il coperchio di pane e di utilizzarlo per mangiare questa bontà.

 

 

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E’ PRIMAVERA…

La Carne | 9 aprile 2015 | By

Io la primavera la adoro.
Adoro le sue giornate tiepide e soleggiate,con nell’aria quel certo non so ché…
E’ il tempo di rimettere in sesto il giardino,rivoltare la terra nell’orto,spazzare via le foglie secche che invadono ogni angolo. Basta un raggio di sole e via,se non mi trovate sapete dove cercarmi. China sul terreno,le mani e le unghie sporche di terra.
Ma non importa. Estirpo le erbacce che durante l’inverno hanno preso possesso del giardino.
Anche le fragole hanno invaso buona parte del terreno,ma senza pietà tolgo quelle in eccesso.
Oddio,veramente mi è dispiaciuto un pò,altroché senza pietà.
Ma tant’è,o quest’estate mi nutrivo di fragoline di bosco oppure dovevo fare spazio alle altre verdure che mi piacciono tanto.
Mica come l’anno scorso…che mi sono dovuta sorbire cetrioli per due mesi almeno.
La mia carinissima vicina decide di darmi “qualche” piantina di cetriolo da mettere nell’orto.
Io,un pò presa dalla smania della coltivatrice e  un pò perché non ho avuto cuore di dirle che i cetrioli mi risultano un tantino indigesti,ho accettato le piccole piante di cetriolo.
Sette,per l’esattezza. Io mica lo sapevo che avrebbero sfornato cetrioli come non ci fosse un domani.
Un paio le ho perse in corso d’opera.
Le altre cinque…sono risultate essere immortali e probabilmente mutate geneticamente.
Hanno preso il sopravvento in giardino,arrampicandosi su ogni appiglio a loro disposizione.
Hanno invaso l’orto dei vicini,che guardavano sbigottiti la velocità con la quale si ergevano al di sopra di ogni ostacolo.
Proprio loro,che dicevano che qua la terra non è buona e probabilmente non avrei raccolto nulla.
Devo dire la verità,mi è anche dispiaciuto quando mi sono resa conto che le mie verdure erano talmente alte che coprivano le loro. Lasciandole miseramente all’ombra e facendole crescere poco o niente. Io invece nel mio orto ho visto crescere dei pomodori che voi umani..Comunque tornando ai cetrioli.
All’inizio erano tanto carini,vedevo spuntare questi fiori colorati di arancio e giallo e pensavo a quanto è bella la natura.
E poi…un bel giorno i fiorellini sono caduti e hanno lasciato spazio ai cetrioli. Che carini,pensavo.
Con i primi ho realizzato un gazpacho freddo da leccarsi i baffi.
E poi,man mano che le piante crescevano e prendevano il sopravvento,mi sono resa conto che forse sono pure un tantino allergica.
Non potevo avvicinarmi alle suddette piante che subito la pelle si irritava e gonfiava. Comparivano bollicine pruriginose e mentre mi grattavo via anche la voglia di vivere mi passava anche la voglia di mangiar cetrioli.
Ho iniziato con pesanti potature,anche perché nel frattempo avevano sconfinato anche in un altro giardino. Con nessun risultato.
Se non che continuavo a riempirmi di bolle e loro sfornavano più cetrioli di quanti ne abbia mai visti nelle cassette del supermercato. I miei suoceri hanno fatto scorta per un paio di mesi,dopodiché la natura mi è venuta in aiuto.
Mai e poi mai avrei tolto la vita a delle piante così rigogliose,anche se così irritanti per la mia pelle.
E invece è arrivato un fungo e come spesso accade quando coltivi veramente bio,senza l’uso di pesticidi e veleni vari,si è mangiato tutto.
I pomodori che erano diventati grossi come zucche,i cetrioli e il basilico. Sono sopravvissuti solo i peperoncini e le fragoline. Ecco,un pò mi dispiace per i pomodori e il basilico,ma per i cetrioli sinceramente mi spiace un pò meno.
Devo solo avere il coraggio di dire ai miei suoceri che quest’estate i cetrioli dovranno comprarseli. Quest’anno piuttosto pianto gli spinaci.

 

 

SOVRACOSCE DI POLLO CON PANCETTA1

 

 

ARROSTINI DI POLLO 

 

ingredienti : per 2 persone

 4 sovraccosce di pollo,disossate e senza pelle
8 fette di pancetta di maiale
100 gr di spinaci freschi
100 gr di gorgonzola dop
olio evo
spago da cucina

 

 

Mondate gli spinaci e sciacquateli sotto l’acqua fresca. Adagiateli in una padella e salate. Coprite con un coperchio e fate appassire per qualche minuto. Scolate bene dall’acqua di cottura e mettete da parte. Preparate le vostre scovraccosce inserendo al centro una cucchiaiata di spinaci e una di gorgonzola. Arrotolate su se stesse e ricoprite interamente con due fette di pancetta. Ora legate come un arrosto con lo spago da cucina e inserite al centro di ognuno un rametto di rosmarino. Foderate una teglia con carta forno e posizionateci i vostri mini arrosti. Irrorate con olio evo e fate cuocere in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Per croccantizzare la pancetta passate sotto il grill per 5/6 minuti. Una volta pronto,sfornate e lasciate riposare qualche minuto prima di servire. 

 

 

SOVRACOSCE DI POLLO CON PANCETTA

 

 

CASTELLI DI SABBIA

Costumino a righe rosse e bianche,liscissimi capelli biondi e un’anatra come salvagente.
Il secchiello e la paletta,il passino (importantissimo) e le formine.
Già da piccola adoravo il mare.
Mi piaceva sedermi sulla sabbia e inventarmi nuovi giochi.
A quel tempo non facevo tutte quelle gnorgne per un pò di sabbia nel costume,mentre oggi è tutta un’altra storia.
Anzi,mi piaceva anche farmi una sorta di fanghi spalmandomi addosso una mistura fatta di sabbia e acqua di mare.
Era come un trattamento di bellezza.
Poi,finita la spa,passavo a cucinare.
La sabbia diventava farina e con le formine potevo creare un sacco di dolcetti diversi.
Riempivo il secchiello con l’acqua di mare e mi sedevo proprio sulla riva,dove la sabbia è sempre umida per la risacca.
Si sa,la sabbia umida è il massimo per le creazioni di una bambina di 5 anni.
A volte poi immaginavo di essere in un giardino e con l’innaffiatoio azzurro bagnavo piante e fiori rigogliosi,dai mille profumi,che però esistevano soltanto nella mia testa.
Quando faceva veramente caldo potevo salire sul gommone insieme alla mamma,che poi si allontanava per nuotare leggiadra in acqua.
L’ho sempre invidiata,si muoveva sinuosa come una sirena,coordinata ed elegantissima.
Io a quel tempo non sapevo nuotare e la guardavo,al sicuro sul canotto,imitandone i gesti con le mie braccine ossute.
Ricordo l’amore con cui mia madre mi avvolgeva nell’asciugamano asciutto al ritorno dal bagnetto,mi sentivo protetta e amata.
Non credo di averglielo mai detto,ma quello era il mio momento preferito di tutto il pomeriggio.
Mi piaceva un sacco anche la merenda,a volte era un pezzo di focaccia,altre volte pane e marmellata.
Se ero veramente fortunata,una merendina incartata.
Che per la mia testolina da ottantottina era indubbiamente molto più buona.
Erano i tempi in cui credevo che il mare potesse chiudere come un negozio,di quando avevo il coraggio di tuffarmi dagli scogli (una volta però è andata male,mi sono aperta un ginocchio…magari ve lo racconterò prima o poi) e la sabbia era mia amica.
Riapro gli occhi un attimo.
La bambina con il secchiello non sono io e la madre che la guarda amorevolmente non è la mia.
Ora io so nuotare e mia madre non va al mare da anni.
Però c’è stato un tempo in cui sulla battigia eravamo insieme,io facevo i castelli di sabbia e lei mi guardava con amore.





















INSALATA FREDDA DI POLLO MARINATO :

con salsa di senape dolce

ingredienti :

400 gr di petto di pollo tagliato a fettine
250 ml di yogurt magro non dolce
il succo di 1/2 limone
1 carota
1 sedano 
1 peperone rosso
1 peperone giallo
5 fette di edamer
olio evo per cuocere

per la salsa :

4 cucchiai di senape al miele
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di olio evo
qualche goccia di tabasco
sale
pepe


Mettete a marinare la carne con lo yogurt e il limone.
Coprite con pellicola per alimenti e riponete in frigorifero.
Nel frattempo lavate e mondate le verdure.
Tagliate il sedano a rondelle e la carota a julienne,potete aiutarvi con una mandolina.
Tagliate a listarelle i peperoni e anche il formaggio.
Mettete da parte e preparate la salsa.
In una coppetta unite la senape alla maionese,mescolate bene e spruzzate qualche goccia di tabasco.
Unite l’olio a filo e quando sarà ben amalgamato salate e pepate.
Ora anche la vostra salsa sarà pronta.
Ungete con poco olio una bistecchiera e ponete su fuoco medio.
Togliete la carne dal frigorifero e con della carta da cucina tamponate la marinata in eccesso.
Non riutilizzate la marinatura dove è stato il pollo crudo,la sua carne (cruda)ha un’alta carica batterica.
Cuocete le fettine e poi fatele raffreddare.
Tagliatele a listarelle e in una ciotola capiente unite tutti gli ingredienti.
Aggiungete ache la salsa alla senape dolce.
Regolate di sale e pepe e irrorate con un filo d’olio a crudo
Mescolate bene e riponete nuovamente in frigorifero.
Servite fredda.






L’IMPREVISTO è DIETRO L’ANGOLO…

In questo caso,nel vero senso della parola.
Purtroppo capita nella vita di scontrarsi con qualche brutto imprevisto.
Si chiamano imprevisti apposta.
Perché proprio non te li aspetti.
Eppure in 2 secondi la tua vita può cambiare per sempre.
Anche se non tocca te in prima persona.
Forse quando accade alle persone che amiamo è ancora peggio.
Guardare il tuo compagno di vita soffrire è uno spettacolo di cui si fa volentieri a meno.
La sensazione di impotenza che ti pervade è devastante.
Vorresti avere il mondo in mano per aiutarlo.
E ti rendi conto di quanto la tua vita sia legata al medesimo filo a cui è legata la sua.
Si,lo so.
Non si dovrebbe mai dipendere da un’altra persona,e non parlo in senso economico.
Ma quando al tuo fianco hai la persona che fa per te,che ti sa prendere,che sa farti ridere e che ti ama inconfutabilmente vi assicuro che la dipendenza prima o poi si crea.
E a volte accade che nell’equazione della vita non vada tutto secondo i piani.
I nostri piani possono venire stravolti e spazzati via in un attimo.
Potrebbe darsi che da quel momento in poi la nostra vita cambi irrimediabilmente.
E ti ritrovi a pensare che tutte le cose per cui fino a ieri ti lamentavi sono bazzecole,che la paura vera si prova quando temi di perdere la persona con cui vuoi invecchiare.
Purtroppo basta un attimo.
Io in queste ultime travagliate settimane ho perso 10 anni di vita probabilmente. 
Ma a conti fatti,sappiate che per una volta mi sono sentita veramente fortunata.
Non racconterò nient’altro,vi basti sapere che il mio adorato maritino ora sta meglio ed è a casa con me.
Troppo spesso diamo per scontato ciò che abbiamo e ci angustiamo per ciò che non riusciamo ad avere.
Eppure lo dice anche il detto : Quando c’è la salute…




Ringrazio tutti i medici e gli infermieri che si sono presi eccezionalmente cura di mio marito.


Ringrazio tutti gli amici (e quanti siete!) che si sono mobilitati per lui e anche per me.
Ci siete stati molto vicino e questo non lo dimenticheremo mai.


Ringrazio anche le persone che non ci sono state vicine e che hanno fatto pure finta di non conoscerci in ospedale.
Servono anche queste cose per fare un pò di pulizia tra le amicizie.


Ringrazio anche la vita che ha forgiato il mio carattere e mi fa essere una combattente,soprattutto quando toccano mio marito.


Ora si guarda avanti…




“Non lasciate che la giornata termini senza essere cresciuti un pò,senza aver sorriso molto,senza aver alimentato i propri sogni. Non fatevi vincere dallo scoraggiamento.
Non permettete a nessuno di togliervi il diritto di esprimervi,che è quasi un dovere.
Non desistete dal desiderio di rendere la vostra vita straordinaria”.


(Walt Whitman)






NIENTE AMICI CON L’INSALATA : arrosticini di maiale



ingredienti :





500 gr di coppa di maiale 
1 cucchiaio di sale aromatico
1 cucchiaino di senape in polvere 
olio evo



Tagliate la vostra coppa di maiale in fette spesse 1 cm circa e poi ricavatene delle strisce larghe sempre 1 cm.
Se volete potete tagliarle anche in cubetti ma io ho preferito lasciarle a strisce per girarle meglio durante la cottura. (Avete presente quando cuocete gli spiedini e ogni singolo pezzetto di carne “gira” per conto suo??).
Unite un paio di cucchiai di olio con il sale aromatico e la senape in polvere in una ciotola e mettete la carne a marinare per qualche ora in frigorifero.
Ora riprendete la carne e fatela passare negli spiedini,potete utilizzare anche quelli in legno usa e getta.
Posizionateli su una teglia possibilmente lasciandoli sospesi con solo i gambi dello spiedo a sostenerli.
In questo modo l’olio in eccesso colerà nella teglia e gli arrosticini cuoceranno all’asciutto.
Ora cuocete in forno caldo a 180° per 30 minuti circa,non occorre che li giriate. Lasciateli cuocere  più a lungo se li preferite più abbrustoliti.
A me piacciono piuttosto croccanti per cui li lascio dorare per almeno 45 minuti.
Sono ottimi,soprattutto se accompagnati da una citronette alla senape di Digione.


















































































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