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Gli Appetizer

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UN GIRO IN CENTRO

30 marzo 2017

C’è una costante nella mia vita due volte a settimana.
Il mercoledì e il sabato.
Da quando son bambina e ho memoria è sempre stato così.
Prima ci andavo accompagnata dalla mamma e a volte dalla nonna.
Oggi vado sola o ci porto Denver, vera guest-star del mercato settimanale di Rimini.
È un vero e proprio rito, la spesa nei giorni di bancarelle si va a fare lì.
Ad oggi, 430 banchi a vostra disposizione sono collocati tra le mura della città.
Non più sotto il Castel Sismondo, ora vi troverete a passeggiare tra antichi monumenti e chioschi di fiori variopinti. Vestiti alla moda, scarpe ma anche frutta e verdura del posto.
Immancabili i banchi di salumi e formaggi, vino e ogni ben di dio.
Camminerete tra piazze famose e percorsi romani, dove potrete ammirare i resti dell’anfiteatro e del teatro, scavi archeologici e palazzi finemente affrescati.
Degno di una nota il tempio malatestiano, un gioiello del classicismo.
Oggi vi porto a fare un giro al mercato con me, pronti a tuffarvi nei colori?

 

 

Fiori a perdita d’occhio, di tutti i colori che riuscite ad immaginare.
I banchetti in Piazza tre Martiri sono uno spettacolo per gli occhi!

 

 

Camminando per le vie del centro troverete anche i banchi della frutta e della verdura, dove i colori se è possibile sono ancora più sgargianti di quelli dei fiori.

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Succulenti ravanelli rossi 

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Le carote con il ciuffo, qui le trovate sempre!

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Non vi sembrano bellissimi questi porri dal colore sgargiante?

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Dopo la verdura un assaggio alle olive piccantissime ci sta!

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E alla fine…un salto in pescheria!

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Vongole come se piovesse!

La pescheria del mercato coperto è fornitissima!

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 Qui Alessandra al lavoro mentre pulisce i ricci di mare di Manfredonia.

Comfort Food, Contorni, Gli Appetizer

MATTINE DI FINE OTTOBRE

26 ottobre 2016

Finalmente è arrivato.
Il grigiore di fine ottobre con le sue prime nebbioline.
Tempo bigio al mattino quando apro le finestre.
La voglia di rincantucciarsi ancora un po’ tra le coperte, tra il tepore rimasto dalla notte.
Il momento della giornata che preferisco, quando sono assonnata e cerco di far luce sulla giornata che mi attende.
Le faccende da sbrigare, la spesa, il cane.
Appunto, il cane.
A dir la verità il momento della giornata che preferisco è un altro.
Appena passato il torpore della sveglia, quando faccio le scale per scendere al piano di sotto.
Quello è il momento migliore della giornata.
Lui è li, ancora un po’ assonnato ma con la coda scodinzolante.
Pronto a ricoprirmi di baci e coccole adoranti.
Un balzo ed è sul divano, mi accoccolo vicino a lui e lì incomincia veramente la mia giornata.
L’amore è tangibile nell’aria, sembra che non ci vediamo da un paio di anni invece che una manciata di ore.
Gli occhi color ambra di Denver mi guardano adoranti.
Nessuno mi ha mai guardato come mi guarda lui.
Quell’esserino nero e peloso è tutto amore al mattino appena sveglio.
Un amore sincero e incondizionato come solo quello dei cani sa essere.
Ho imparato tanto da lui nell’ultimo anno della mia vita.
Il tempo delle coccole è finito, ora bisogna fare colazione.
Come un’ombra mi segue in cucina e con sguardo attento mi guarda preparare il caffè.
Controlla con attenzione che dopo aver inserito lo zucchero nella tazza apra anche il secondo cassetto.
Quello del pane secco, la sua colazione.
E la sua adorazione mi viene da dire.
Con gli occhi a forma di cuore non perde di vista un secondo il tozzo di pane.
Ecco, diciamo che forse come guarda un pezzetto di pane secco non ha mai guardato nessuno in vita sua.
Nemmeno il babbo, il suo amore inconfutabile.
Quel Denver.
Un anno e mezzo oggi. 
Cinquantacinque chilogrammi in crescita di bontà, ubbidienza e amore.
Cinquantacinque chilogrammi fatti di giochi, cocciutaggine e curiosità.
Cinquantacinque chilogrammi che hanno cambiato la mia vita.

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GAMBI DI BARBABIETOLA CARAMELLATI
Serves 2
Semplici e veloci da preparare, vi stupiranno per la loro bontà
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Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Ingredients
  1. 6 gambi di barbabietola rossa
  2. 2 cucchiaini di miele
  3. 2 cucchiaini di zucchero moscobado
  4. 1 cucchiaio di sciroppo alla cannella
  5. 125 ml di acqua
  6. 2 bacche di cardamomo (i semini all'interno)
  7. 2 anici stellati
  8. formaggio brie
Instructions
  1. Mondate i gambi di barbabietola e puliteli.
  2. In un pentolino dal fondo spesso inserite tutti gli ingredienti.
  3. A fiamma media fate sciogliere bene lo zucchero e il miele.
  4. Portate a bollore e abbassate la fiamma al minimo.
  5. Lasciate sobbollire per 15 minuti.
  6. Quando il liquido sarà diventato denso e sciroppato e i gambi delle barbabietole si saranno inteneriti potete togliere dal fuoco.
  7. Guarnite un formaggio brie con i gambi caramellati per un aperitivo stuzziacante.
Adapted from da una ricetta di Sophie Dupuis-Gaulier tratta dal libro Bon Appétite
Adapted from da una ricetta di Sophie Dupuis-Gaulier tratta dal libro Bon Appétite
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
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Comfort Food, Contorni, Gli Appetizer

STORIA DI UNA FRITTATA CHE SI CREDEVA UNA GALETTE

7 aprile 2016

Sono sempre stata così.
Da quando ho memoria.
Mi sveglio con un’idea in testa e devo fare di tutto per realizzarla.
A volte ci perdo proprio il sonno.
Soprattutto quando cerco proprio nel riposo una qualche ispirazione.
E’ già, spesso e volentieri è proprio di notte che mi vengono in mente nuove idee.
Si va dalle ricette al cambio di mobilio passando tra qualche breve sogno che tanto io non me li ricordo mai.
Tornando a noi, questa mattina ho aperto gli occhi e già sapevo.
Avrei preparato un dolce al rabarbaro.
Forse deve avermi influenzato il film visto prima di andare a letto di cui non ricordo manco il titolo.
Ma mi sono addormentata con in testa la torta al rabarbaro preparata dalla protagonista e così eccoci…
Niente di strano penserete.
Avete mai provato a cercare il rabarbaro?
Ecco, provateci e poi mi saprete dire.
Io ero andata a colpo sicuro.
Ce l’hanno sempre.
A parte oggi.
E’ rimasta sbigottita anche la commessa nel non vederlo nelle ceste.
La mia solita fortuna.
Figuriamoci se mi do per vinta così facilmente.
Non sia mai.
Che trovi il rabarbaro oggi, ho pensato sconsolata all’ennesimo buco nell’acqua.
Mi hanno addirittura chiesto cosa fosse.
Quasi mi mettevo a piangere.
Comunque, del colorato rabarbaro nemmeno l’ombra.
Che fare, a parte disperarsi?
Come soddisfare la mia voglia di cucinare e fotografare, se manca proprio l’ingrediente necessario?
Ho guardato nelle sporte della spesa e l’idea mi ha folgorato.
Cercando il rabarbaro avevo fatto incetta di ogni ben di dio.
Uova d’oca e di gallina, formaggio nostrano e un bel mazzetto di erbette rare.
Spontanee e primaverili.
Nasce quindi una frittata veloce e buonissima.
Doveva essere una galette al rabarbaro ma chi glielo spiega?

FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE-3221

FRITTATA CON ERBETTE RARE
Serves 2
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Prep Time
15 min
Cook Time
20 min
Total Time
35 min
Prep Time
15 min
Cook Time
20 min
Total Time
35 min
Ingredients
  1. 200 gr di erbe miste
  2. 2 uova d'oca
  3. 30 gr di pecorino sardo
  4. sale
  5. pepe
Instructions
  1. Lavate le erbe mettendole a bagno in una ciotola capiente.
  2. Lasciate depositare la terra sul fondo e sciacquatele.
  3. Ripetete l'operazione per un paio di volte, finché l'acqua non rimarrà limpida.
  4. Asciugatele bene e tritatele finemente con un coltello.
  5. Rompete le uova in una ciotola.
  6. Salate e pepate e unite il formaggio grattugiato.
  7. Sbattete bene e amalgamate il tutto.
  8. Unite le erbe e mescolate.
  9. Foderate con carta forno uno stampo e versatevi il composto.
  10. Fate cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 20 minuti.
  11. Lasciate raffreddare prima di togliere dallo stampo.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE 1-3222

FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE 2-3231

FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE 3-3245

FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE 5-3265

FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE 8-3302

FRITTATA DI UOVA D'OCA CON ERBE RARE 15-3328

 

 

Comfort Food, Contorni, Gli Appetizer

E LA CHIAMANO VITA DA CANI

17 novembre 2015

In questi giorni,tra i proprietari di cani,soprattutto cuccioli,c’è un discorso che tiene banco su tutti.
Sembra molto importante visto che nello sgambatoio non si parla d’altro.
Si comincia da lontano.
“Com’è andata la notte? Dormito bene?”
Attenzione,qui si parla di cani non di persone e quindi non interessa a nessuno sapere che alle 4.00 del mattino ti sei svegliata per la tosse.
No,qui vogliono sapere del cucciolo.
Se ha dormito senza fare i capricci,se ha mangiato,se ha fatto pupù e come l’ha fatta.
E certo,perché ho scoperto che la pupù del tuo cane è un argomento di grande interesse in uno sgambatoio.
Più del calcio o della motogp.
Bugia.
Con la storia Rossi – Marquez abbiamo avuto da parlare per giorni e per un attimo ci siamo persino dimenticati della pupù.
Non parliamo delle crocchette.
Vogliamo parlare delle crocchette?
Si parla più liberamente della massoneria che della marca delle crocchi per cani.
Ora i cani  mangiano il cervo,il coniglio,l’anatra che è ipoallergenica per cuccioli con l’intestino sensibile.
Anche i premietti sono low fat e con gusti alla vaniglia,al bacon o al tartufo.
Sia mai che magari inizi a trovarlo quando lo portate in giro nei boschi.
Sono lontani i tempi in cui il cane mangiava i resti della cena,se c’erano.
E per fortuna,direi io.
Se prendi un cane lui diventa automaticamente un membro della famiglia,del tuo branco.
E come tale devi trattarlo.
Lascereste mai vostro figlio senza mangiare?
Lo leghereste ad un palo perché non potete portarlo in vacanza?
A me queste cose sembrano inconcepibili…
E’ chiaro che non tutti sanno a cosa vanno incontro quando decidono di adottare un cucciolo.
D’altronde non sono corredati di libretto di istruzioni…e ogni cucciolo è un cane a se.
Bisogna armarsi di pazienza e cercare di non sciogliersi come un ghiacciolo ai Caraibi ogni volta che vi guarderà.
Perché lui vi guarderà. Sempre.
Sarete il suo punto di riferimento e lui sarà la vostra ombra.
Non saprete più fare a meno uno dell’altro e vi ritroverete a fare cose impensabili fino a qualche tempo fa.

Svegliarvi all’alba e portarlo fuori anche se piove.
Anche se fa freddo.
Anche se siete in ritardo.
Anche se vuol dire percorrere 3 chilometri di primo mattino senza nemmeno aver avuto il tempo di bere il caffè.

Adorerete guardarlo dormire.
Rendetevi conto che passerete un’infinità di tempo a consumarlo di amore con gli occhi mentre lui dorme beato.
Preparatevi ad arrivare tardi in ufficio,bruciare l’arrosto e scordarvi di tutto il resto quando lui si accoccolerà ai vostri piedi a fare la nanna.
Non potrete resistere.
Ma vi avviso,arriverà a guardarvi pateticamente quando esagererete con le coccole.

Lo ricoprirete di giocattoli che nemmeno il principino d’Inghilterra.
Se prima i vostri negozi preferiti erano quelli di scarpe ora saranno i pet shop.
Vi brilleranno gli occhi alla vista di tutti i collari,medagliette,pupazzi,corde,palline esposti in bella mostra che nemmeno i diamanti da Tiffany.
Vi ritroverete a parlare del vostro cane a perfetti sconosciuti e pure a scambiarvi i numeri di telefono per far giocare i cani insieme.

Parlerete con il vostro cane.
E lui vi ascolterà.
Anche quando lo inonderete di tutto lo stress del lavoro e della vita e gli racconterete di come è difficile vivere oggi e che la gente non ha più senso civico,lui vi ascolterà e sospirerà con voi.
Si,lo so sembra strano. Eppure parlare con il cane ha un potente potere antidepressivo.
Innanzitutto lui non fa domande e il più delle volte sta dalla vostra parte.

Anche perché capirà presto che è dalle vostre mani che in qualche modo esce il cibo.
Se volete conquistare la sua attenzione,uscite un premietto e diventerà ubbidiente come un marines.
Scoprirete anche che la loro ingordigia sarà sempre a vostro favore e che il vostro cane è facilmente corruttibile.

Potete chiudere crocchette,ossa,premietti,pane secco in qualunque sportello o ripostiglio di casa.
Lui saprà dove sono e in casi disperati tenterà,con successo,un attacco al cibo.
Non importa dove lo nasconderete.
Vorrete mica mettere il vostro naso con quello di un cane?

Il problema sorge quando il cane è un fuori taglia ed è pure goloso.
Capita di trovarlo in cucina,intento ad accendere il fornello.
Parlo per esperienza personale,mica fichi.
Se lui,su due zampe arriva benissimo ai ripiani della cucina mettete al riparo qualunque cosa sia commestibile.
Vale anche per la plastica.
Per loro è irresistibile.

Volete sapere di cosa si parlava in questi giorni?
Il problema dei problemi : l’albero di Natale.
“Ma tu,con il cucciolo,l’albero lo fai?”
Per me non c’è Natale più bello se non quello passato con i nostri cuccioli magari davanti al camino acceso.
Per scartare i regali avremo un valido aiuto.
Tutta quella distruzione di carta per loro sarà come Disneyland.
Ma torniamo all’albero,che nella migliore delle ipotesi a Natale avrà già subito almeno una quindicina di attacchi canini e l’avrete ricomposto alla bell’e meglio,ogni volta con meno entusiasmo.
Ecco in quelle occasioni vi chiederete chi ve l’avrà fatto fare e smadonnerete contro l’albero e persino il Natale.

Eppure…
Tutto questo è nulla in confronto a quello che il vostro cane farà per voi.
Vi amerà e dedicherà la sua vita a farvi felice.
Si dice che i cani,ogni volta che vedono il padrone,emettono serotonina.
L’ormone che a noi umani ci sballa quando siamo innamorati.
Ecco,voi andrete in bagno a lavarvi le mani e quando uscirete,una coda vi accoglierà scodinzolando come se foste tornato da una spedizione in Antartide.
Se non è amore questo.
E proprio l’amore è l’unica cosa che chiedono i nostri cuccioli.
Non gli importa che macchina guidiamo,che lavoro svolgiamo o per quale squadra tifiamo.
Non gli importa se domani c’è il sole o se pioverà.
A loro importa solo amarci ed essere amati.
E soprattutto,ricordate,essere guardati mentre dormono e sognano di mordere il postino.

 

CAMEMBERT PicMonkey Collage

CAMEMBERT AROMATIZZATO
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Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Ingredients
  1. 1 camembert
  2. aglio a fette
  3. olio evo
  4. rosmarino
  5. salvia
  6. timo
Instructions
  1. Praticate dei tagli in diagonale sulla superficie del formaggio e incrociate con altri tagli fino a formare una griglia.
  2. Irrorate d'olio e spolverate con le erbe tritate.
  3. Cuocete il camembert nel suo contenitore in legno senza coperchio in forno già caldo a 200 ° per 15 minuti.
  4. Sfornate e lasciate freddare qualche minuto prima di servire.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/

Servite il camembert con questo buonissimo shortbread cookie…
La ricetta è delle bravissime ragazze del Pancetta Bistrot,io le adoro <3

 

CAMEMBERT CON SHORTBREAD SALATO 5

CAMEMBERT CON SHORTBREAD SALATO 2

CAMEMBERT CON SHORTBREAD SALATO 8

CAMEMBERT CON SHORTBREAD SALATO 7

Comfort Food, Gli Appetizer

DIECI.

10 settembre 2015

Dieci.
Un bel numero.
Rotondo quando lo pronunci.
Senza tanti fronzoli.
Dieci.
I primi numeri che pronunci da bambino.
Stanno tutti sulle dita di una mano.
Dieci come deca.
La vecchia diecimila lire,con cui potevi uscire il sabato sera senza sentirti un pezzente.
Altri tempi.
In tutti i sensi.
Dieci come il giorno in cui ci siamo messi insieme io e mio marito.
Anche se poi festeggiamo l’undici.
Dieci è anche il giorno in cui ci siamo sposati e ricordo ancora quanto ho implorato in comune per fare in modo mi facessero sposare proprio quel giorno.
Non c’era più posto ma la mia insistenza e la promessa di arrivare in orario ha fatto cedere il funzionario.
Non c’è bisogno di dirvi che sono arrivata miseramente in ritardo vero?
Immaginate da soli che il mio quasi marito mi abbia chiamato quando ero già in ritardo di venti minuti per sapere se avevo cambiato idea…
Visti i miei precedenti.
Questa è un’altra di quelle storie che mi riprometto di raccontarvi prima o poi…
Per ora torniamo a quel fatidico dieci.
Non contenta del pauroso ritardo,ho fatto con la macchina un largo giro della piazza e tentato invano di inserire una musica per la mia uscita dalla macchina.
Se non sbaglio era l’intro di Patience dei Guns n Roses.
Una schitarrata pazzesca che avrebbe fatto tremare i muri del comune.
Forse è stato meglio così,che il mio iphone abbia deciso di non collaborare.
Forse bloccato da cotanta tamarraggine.
Comunque,credo di essermi tirata addosso macumbe di ogni tipo mentre io mi attardavo a salutare,farmi fotografare e baciare dagli amici.
La sposa dopo di me era già in attesa e si può vedere benissimo dalle fotografie.
Ritraggono me in posa e lei sullo sfondo con lo sguardo incazzato tipo jena ridens.
Si è dovuta pure sorbire la durata della funzione…iniziata con l’entrata della sposa (cioè io) sulle note iniziali di November Rain.
Sempre Guns n Roses,ovvio,della durata di soli 9 minuti.
Detto tra di noi…nemmeno io sapevo più come far passare il tempo.
Alle parole : “Possiamo spegnere adesso?” ho capito che era ora di basta.
Cinque minuti di funzione,firme,rottura del boquet-bracciale con conseguenti bestemmie da parte della sposa e per fortuna non mi sono sposata in chiesa.
Quattro minuti di poesia recitata da mio marito.
Non crediate sia farina del suo sacco.
Mai stato così romantico,ma se è per questo nemmeno io,per cui va benissimo.
Comunque,gentilissimo il comune che ci ha regalato una bella poesia che poi mio marito ha letto davanti a tutti.
La mia amica ha immortalato per sempre la scena.
Sia mai vada perso nel tempo questo momento così ludico.
Avete bisogno vi descriva la mia faccia quando sono uscita,c’era il riso,gli amici sorridenti,la sposa dopo sempre più incazzata,e…mio marito?
Cioè,tempo di una scalinata e già il mio neo marito si era eclissato?
E va bèh…si era fermato a chiacchierare…poi quando da brava mogliettina rompipalle l’ho richiamato all’ordine..ecco le foto di rito,i baci,gli abbracci,i saluti,il mojito,lo spritz e la sposa dopo oramai verde di rabbia come l’incredibile hulk.
Mi stupisco di come non abbia raccolto lei il mio boquet che ormai distrutto ho subito lanciato all’indietro,per poi farci una bambolina vodoo.
Mi stupisco anche di come io non abbia fatto ad infamare il fioraio,visto che anche il fiore di mio marito è durato fino all’aperitivo al bar.
Ma poi,dopo 4 anni mi chiedo ancora…quel giorno,al bar,qualcuno ha pagato?
Scherzi a parte,ho dovuto sincerarmene in seguito,perché quel giorno tutta presa tra i fumi del matrimonio e ammetto anche di qualche birra,non ho seguito bene tutti i passaggi diciamo.
Ricordo l’arrivo al ristorante,l’aperitivo…bugia.
Mi fanno ancora i complimenti ma se dovessi dirvi cosa c’era…lo champagne me lo ricordo però.
Soprattutto al momento di pagare il conto.
Assetati i miei amici.
Ma poverini,c’erano più di 30 gradi.
Come biasimarli.
Ricordo le corse con i miei nipoti sul prato,il vestito sporco come una barbona ma la felicità nel cuore.
Non ricordo l’arrivo nè tantomeno il taglio della torta,nonostante varie fotografie mi ritraggano mentre tento di addentare una monoporzione di squisita torta alla nocciola.
Ricordo però la stranezza nel pronunciare la parola marito i primi tempi.
Anzi,spesso mi capita ancora di chiamarlo il mio moroso.
Proprio alla romagnola.
Dieci.
Più due.
Gli anni insieme a lui,la metà della mia mela.
Buon anniversario amore mio.

 

PIADA SQUACQUERONE E FICHI6

 

PIADA ALL’OLIO FICHI,SPECK & SQUACQUERONE

ingredienti : per circa 6 piadine 

500 gr di farina di tipo 1
10 gr di lievito per piadina
1 pizzico di bicarbonato
250 ml di acqua
100 ml di olio evo
1 cucchiaino di sale

per la farcitura :

200 gr di squacquerone di capra
6/7 fichi di stagione
100 gr di speck
miele di acacia

Per preparare la piadina fate una fontana con la farina,unite il lievito e il sale e unite poca acqua.
Procedete aggiungendo poco olio per volta e altra acqua finché non inizierete ad impastare.
Lavorate energicamente per qualche minuto e formate una palla con il vostro impasto.
Lasciate riposare una decina di minuti e poi infarinate il vostro piano e ricavate sei pagnotte dal vostro impasto.
Con l’aiuto di un mattarello stendetele abbastanza sottili e cercate di dargli una forma rotonda.
Cuocete su un testo per piadine ben caldo,oppure in una padella antiaderente.
Quando si formeranno le bolle girate la vostra piada e fate cuocere anche dall’altro lato.
Mentre cuocete le piadine,tenete in caldo quelle pronte all’interno di un canovaccio pulito.
Farcitele con un’abbondante cucchiaiata di stracchino cremoso,spelate i fichi e adagiateli sopra il formaggio. Appoggiate due fette di speck e unite un filo di miele di acacia.

 

PIADA SQUACQUERONE E FICHI1

PIADA SQUACQUERONE E FICHI2

PIADA SQUACQUERONE E FICHI3

PIC.PIADA SQUACQUERONE E FICHI4

PIADA SQUAQUERONE E FICHI9

PIADA SQUAQUERONE E FICHI5

CONSIGLIA Panini taglia small con mini cotolette impanate ai popcorn, maionese al TABASCO® e germogli di soia.