SAI TENERE UN SEGRETO?

Bisognava fare piano.
La sottile porta a vetri finemente intagliati non attutiva certo i rumori.
Le pantofole di nonna scivolavano senza produrre alcun rumore sul consunto pavimento in cotto.
Mattonelle in pietra,consunte negli angoli dall’usura e dalla pulizia.
Io me ne stavo seduta a disegnare al tavolo grigio della cucina,unico emblema quasi nuovo in tutto quel vecchiume.
La nonna toglieva i cerchi in ghisa dalla stufa,ravvivava un pò il fuoco e preparava con cura il caffè.
Qualche cucchiaino di polvere scura nel bricco e poi posizionava la strana caffettiera sulla stufa.
Era il segnale che a breve si sarebbe alzato il nonno dal riposino pomeridiano.
Preparavamo insieme le tazzine e i piattini,le zollette di zucchero da prendere con le pinze e qualche biscottino per la merenda.
Io avevo il compito di andare a svegliare il nonno,anche se a dirla tutta,entrare in quella camera grande in piena penombra mi ha sempre messo un pò di timore.
Ma sapevo che il nonno mi avrebbe dato le caramelle e quindi ci andavo eccome.
Gli arrivavo vicino,controllavo dentro il bicchierino bianco e oro se effettivamente ci fossero le caramelle e poi lo svegliavo nemmeno troppo dolcemente.
Mai stata una tutta baci,nemmeno da piccola.
Comunque,io credevo di essere furba…e invece il nonno fingeva di dormire fino all’ultimo e si faceva grasse risate con nonna quando le raccontava che io sbirciavo per sicurezza nel bicchierino delle caramelle ogni volta.
Si alzava dal letto e mi concedeva una zuccherosa caramella colorata.
Indossava la camicia e le bretelle e compariva in cucina dove lo aspettavamo io e nonna con il caffè.
Mangiava un biscotto,nonostante il diabete e beveva il caffè nonostante glielo avessero vietato.
Indossava la giacca di panno nera e con l’aiuto del bastone,usciva fuori casa nel fresco pomeriggio autunnale.
Io sapevo dove andava.
Mettevo il berretto e la maglia grossa e lo seguivo in lontananza,su per il sentiero che portava al campo.
Mi nascondevo dietro un albero così che non mi potesse vedere ma io potessi vedere lui.
Prendeva la sedia impagliata che teneva vicino al ciliegio e si sedeva.
Estraeva dalla tasca della giacca un portasigarette dorato che era tutto uno scintillio,prendeva una sigaretta e l’accendeva con una lunga aspirata.
Con un sospiro sputava fuori il fumo tutto in una volta.
Spegneva la sigaretta con il pollice e l’indice e poi la gettava via.
Quel gesto era quasi di stizza mentre con il braccio teso allontanava da se la sigaretta.
Io sapevo già che al ritorno la nonna avrebbe arricciato il naso,sentendo il puzzo di fumo già dall’orto.
Credo che non sentisse effettivamente l’odore della sigaretta,ma probabilmente conosceva bene il vecchio marito e le sue vecchie abitudini.
Mi vedo nascosta dietro il fico,con il berretto calcato in testa e le mani rosse per il freddo.
Aspettavo che il nonno percorresse a ritroso la strada per i campi  dirigendosi verso l’orto.
Poi tornavo alla chetichella e zitta zitta mi mettevo vicino a lui,indaffarato con la vanga e le patate.
Mi chiedeva in dialetto dove ero stata e io rispondevo a monosillabi rossa per la vergogna.
Allora lui mi faceva una carezza con le mani rugose e sporche di terra,mi faceva l’occhiolino e io capivo che lui sapeva.
Mi passava la vanga e mi spiegava come fare a lavorare bene la terra.
Non l’ho mai raccontato a nessuno il suo segreto,nemmeno a nonna.
E’ rimasto sepolto per anni nella mia memoria e nella terra di quell’orto.

 

SANGRIA D'AUTUNNO10

 

SANGRIA D’AUTUNNO

ingredienti : 

2 mele rosse
3 stecche di cannella
2 frutti di anice stellato
200 ml di sidro di mele
400 ml di vino rosso 

Tagliate le mele a fettine sottili e inserite in una brocca insieme alle spezie.
Unite il sidro di mele e correggete con il vino.
Fate decantare la vostra sangria mentre la frutta macera un pò.
Ci vorranno circa un paio d’ore.
Se resistete…

 

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TEMPO DI MORE

C’era una strada e forse c’e ancora.
Era polverosa e per lo più ombreggiata.
Era una strada nascosta che portava ad un parco verde e rigoglioso in cui passavo i caldi pomeriggi estivi.
La percorrevo saltellando,in un tempo in cui i bambini potevano ancora allontanarsi da casa senza paura.
Mi piaceva passeggiare per la natura e scovare i tesori che nascondeva.
Si,perché in quella strada ombreggiata,sui lati crescevano folti cespugli di more violacee e succulente.
Ricordo ancora il loro sapore asprigno ma al tempo stesso dolce e buono.
Bisognava cercare con attenzione nella penombra,tra i rami e le foglie.
A volte durante le mie scorribande di more mi faceva compagnia un gatto tigrato,probabilmente di qualche casa vicina.
Se ne stava lì,in panciolle,a guardarmi mentre rovistavo tra i cespugli.
Le more non gli interessavano ma invece adorava i grattini che riceveva sul musetto.
Raccoglievo qualche frutto e mi sedevo con la schiena appoggiata al tronco di un albero.
Il gatto si accoccolava di fianco a me e io assaporavo finalmente il mio bottino.
Mi pulivo alla ben e meglio le manine nei pantaloncini azzurri e facevo segno al gatto di non dire nulla.
Eravamo complici,io mangiavo more di nascosto e lui si beccava le coccole in cambio del silenzio.
Confesso di aver esagerato più volte con le more e in preda ad atroci mal di pancia di aver dovuto confessare tutto a mia madre.
Terrorizzata dall’idea che potessi aver mangiato qualcosa di tossico o addirittura velenoso,dovetti mostrarle il mio luogo segreto.
Fortunatamente le more erano effettivamente more e io non rischiai alcunché ma mia madre mi proibì per lungo tempo di avventurami di nuovo tra i cespugli.
Non ho più rivisto il gatto e mi sono chiesta se gli mancassero le mie coccole al sapore di more.
Chissà se esiste ancora quella strada e se ci sono ancora quei rigogliosi cespugli pieni di frutta.
E’ tanto che non torno più a vedere…

 

HEALTY WATER MORE E MENTA

 

 

HEALTY WATER MENTA & MORE

ingredienti :

qualche fogliolina di menta
5/6 more
ghiaccio
acqua gasata

Riempite un bicchiere a boccale con qualche mora e un paio di foglie di menta.
Coprite con il ghiaccio e unite le more rimaste e le foglioline.
Aggiungete altro ghiaccio e l’acqua gasata.

Buone vacanze,ci rivediamo a settembre!

VOGLIA DI CUCINARE NE ABBIAMO?

Poca.
Anzi,pochissima.
Il caldo mi toglie appettito,che ci crediate o no.
E svanisce anche la voglia di cucinare.
O meglio la voglia ci sarebbe anche…ma accendere il forno con 40° non mi sembra il caso.
Fa già abbastanza caldo così.
Poi io il caldo non è che lo sopporti bene.
Sono lontani gli anni in cui riuscivo a stare sotto il sole giornate intere.
Ora mi mette k.o. già al mattino.
Sarà l’età che avanza.
Mi ricordo che invece da bambina adoravo le giornate così afose.
Volevano dire una cosa sola : campagna.
Mia madre indossava il cappello di paglia a tesa larga e mi caricava sulla macchina. Guidava canticchiando per i pochi chilometri che ci separavano dalla casa della mia amica.
Adoravo passare i pomeriggi nel verde e soprattutto adoravo immergermi nell’acqua gelida della tinozza dove io e la mia amichetta passavamo i pomeriggi caldi e assolati.
Il fiume era a pochi passi da casa ma era secco in quei giorni,così noi ovviavamo al caldo riempiendo d’acqua una tinozza.
L’acqua fredda lambiva i nostri corpicini così vicini in quello spazio esiguo.
Noi ci raccontavamo un sacco di storie tipiche delle bambinette,sognavamo che saremmo diventate ballerine e saremmo state amiche per sempre.
Quando la pelle delle mani era tutta grinzosa era tempo di uscire dall’acqua e andare a rifocillarci.
Correvamo in cucina,dove nella penombra le nostre madri spremevano limoni per farne una dissetante e fresca bevanda.
Ho un ricordo preciso di loro e delle loro mani mentre tagliano quei gialli frutti. Ridono per qualche discorso da adulte.
Si asciugano le mani nel canovaccio,ricomponendosi.
Le fette di limone galleggiano qualche secondo prima di finire sul fondo della brocca trasparente.
Ho in mente quell’attimo come fosse accaduto ieri.
I colori sono vividi nella mia mente.
Le ombre e le luci,i chiaroscuri che illuminavano il volto di mia madre.
Il giallo dei limoni così vivido sul vecchio tagliere di legno.
I fiori di campo rosa che adornavano il tavolo tarlato.
Sembra ieri.
Ma è stato tanto tempo fa.
Quando io adoravo il solleone e l’acqua gelida.
Quando ancora c’erano le lucciole nelle afose serate estive.
Quando mangiavamo fuori in giardino,sotto il ciliegio.
Erano cene frugali,accompagnate da prodotti nostrani e tante risate.
Io mi sedevo in cima alla discesa che portava giù nei campi e poi al fiume.
Scrutavo nel buio con i miei occhietti,cercando di cogliere qualche movimento nell’oscurità.
Me ne stavo seduta lì,un pò in disparte e guardavo la notte che mi circondava.
Mi piacevano i profumi dell’estate.
L’aria densa di umidità per il gran caldo.
A dir la verità,mi piacciono ancora oggi.
Fatico a sopportare il caldo ma non potrei vivere senza il sole che mi scotta la pelle e il respiro corto per il gran caldo.
Fanno parte della mia natura.

 

HEALTY WATER limone & fragola

HEALTY WATER limone & fragola1

 

HEALTY WATER…limone & fragola

 

ingredienti :

2 fragole fresche
1 limone 
1 lime 
qualche fogliolina di menta
acqua naturale fredda

 

Lavate le fragole e gli agrumi.
Tagliateli in fettine sottili e inseriteli nel vostro bicchiere.
Aggiungete le foglioline di mente e l’acqua.
Mescolate bene e gustate subito.
Una bevanda salutare e rinfrescante allo stesso tempo.
Velocissima da preparare!

 

HEALTY WATER limone & fragola2

HEALTY WATER limone & fragola3

HEALTY WATER limone & fragola5

HEALTY WATER limone & fragola6

CALDO!

1 Agosto 2013.
Dovrò decidermi a cucinare prima o poi…
Sono giorni che mi nutro di piatti pronti (io!) e piadina in tutte le salse. Che poi con questo caldo non ho nemmeno fame.
Se poi ci mettete una malattia da raffreddamento con mal di gola,tosse e raffreddore…aperitivi e cene a cui non si può dire di no…direi che il quadro è completo.
Quest’anno poi non riesco a sopportare il caldo,tantomeno il solleone…spero non sia un problema dell’età che avanza altrimenti la vecchiaia invece che su un’isola dovrò passarla in Alaska. Che per carità non sarà neanche male ma non rientra nei miei progetti.
Ma torniamo in cucina. O meglio non-cucina.
Al pensiero di accendere il forno mi sento già svenire,per cui anche stasera rimanderò la torta che ho in progetto già da un pò…con il cervello lobotomizzato dal caldo guardo invidiosa i vicini che si rinfrescano in piscina.
Mi hanno anche gentilmente invitata ad unirmi a loro,ma vi assicuro che se vedeste in che condizioni versa il giardino,ci pensereste due volte prima di tuffarvi in quell’acqua!!!
Devo trovare un modo per rinfrescarmi…poi potrò anche pensare alla cena in caso di fame.
Lime menta e zucchero. Tanto ghiaccio,rum e acqua gasata.
L’avete riconosciuto? Il mojito…
Questa è la mia ricetta segreta,celata per tanti anni.
Non sarà quella originale ma voci di corridoio dicono che per bere un mojito come il mio bisogna volare a Cuba.
Oppure passare da Rimini.



IL MOJITO SEGRETO


ingredienti : per 1 mojito


1/2 lime
3 cucchiai di zucchero di canna
8 foglie di menta
rum (scuro eh,mi raccomando!)
acqua gasata
ghiaccio tritato

Tagliate il lime a metà per la lunghezza e prendetene solo una parte.
Ricavatene 4 tocchetti e tuffateli in un bicchiere,aggiungete lo zucchero e pestate per far fuoriuscire il succo e miscelarlo con lo zucchero. Bastano 2/3 passate di pestello.
Ora unite le foglie di menta spezzettate a mano,pestate leggermente e ricoprite con il ghiaccio tritato.
Per tritare il ghiaccio manualmente inserite qualche cubetto in un canovaccio pulito e malmenatelo a più non posso.
Ora è il momento del rum,stabilite quale sarà 1/3 circa del bicchiere e riempite. Riempite completamente il bicchiere con acqua gasata fredda,mescolate (il massimo sarebbe shakerare…) e  godetevi il fresco.























































Sapete cosa vi dico???
Al diavolo il caldo,dopo un mojito così mi è pure venuta fame.

NERO

Ho paura del buio.
Da sempre,da quando ho memoria.
Se è per questo ho paura anche dell’imbrunire…quando il giorno lascia piano piano posto alla notte.
Ecco l’ho detto.
Alla veneranda età di 33 anni io al buio non so stare.
Lascio aperta la porta del bagno che da a est,così alle prime luci del giorno mi sveglio…per poi riaddomentarmi più serena.
La notte.
Per me è sempre difficile.
Spegnere il cervello e rilassarmi. Corpo e anima.
Così semplice e così complicato.
Un bacio sotto le lenzuola e buio sia…
Buio e nero come la pece.
Vedo nero.
Mi stropiccio gli occhi,incredula…
Nelle tenebre,le mie tenebre,io vedo immagini sbiadite…
Sono in movimento eppure sembrano immobili ed eteree.
Lo so.
Non esistono.
Eppure ci sono.
Sono lì quando nella notte apro gli occhi.
Nel nero più nero io vedo.
Vedo le mie paure materializzarsi attorno a me.
Le riconosco tutte,una per una.
Nere nel nero.
Forse mi basterà chiudere gli occhi e raggomitolarmi nelle coperte…
Fare finta che non esistano,uno sbiadito ricordo al momento del caffè.
Nero come questa notte.
Nero come l’ardesia che si illumina all’improvviso…il giorno fa capolino.
Apro gli occhi o forse li chiudo,non importa.
Ora non ho paura.

NERO COME LA NOTTE : LIQUORE ALLA LIQUIRIZIA




ingredienti :

 

200 gr di polvere di liquirizia
350 gr di zucchero
1 litro di alcool puro a 95°
1 litro di acqua


In una pentola fate bollire l’acqua.
Aggiungete lo zucchero e fate riprendere bollore.
Spegnete la fiamma e unite la liquirizia,mescolando con una spatola fino a totale scioglimento. Non preoccupatevi se si formeranno dei grumi,continuando a mescolare si scioglieranno.
Fate raffreddare.
Ora preparate le bottiglie (con queste quantità verranno circa 2 litri di liquore) e unite in parti uguali l’alcool e la liquirizia.Richiudete le bottiglie e scuotetele bene.
Fate riposare per 1 settimana.
Conservate la bottiglia che aprirete in frigorifero e servite freddo.
Se volete il vostro liquore più cremoso riponete in freezer 30 minuti circa prima di servirlo.
Io,come sempre non ho resistito…



1 giorno : alcool puro,da svenimento.


2 giorno : quasi quasi…

3,4,5,6 : un bicchierino dopo cena ci sta!
Salute a tutti!




CONSIGLIA Polpette di quinoa