BACI AL SEMAFORO

Rosso. Rallento, mi fermo.
Già parecchio traffico questa mattina.
Macchine ferme al semaforo.
Mi metto in fila, direzione centro.
Accanto a me altre vetture aspettano il verde per dirigersi al mare.
A fianco a me una macchina sportiva, all’interno dei ragazzi.
Giovani e carini.
Mi giro a guardarli una sola volta, annoiata dal traffico e sbadigliando.
Ma sento come dei colpetti lontani.
I ragazzi stanno picchiando sui vetri della loto auto.
E mi mandano dei baci.
Dei baci, avete capito bene.
Mi rigiro.
Mi guardo allo specchietto, tra occhiali da sole e berettone in lana non credo di essere così fascinosa.
Riguardo verso i ragazzi, mandano ancora baci.
Poi uno di loro fa un gesto con la mano e io capisco.
Mi sposto all’indietro di qualche centimetro, giusto il poco che basta per far uscire dall’abitacolo il testone di Denver.
Di nuovo baci, moine e carinerie.
Ecco per chi erano i baci.
Per il mio co-pilota preferito.
Cucciolone ancora in crescita che adora stare seduto sul sedile davanti dell’auto come un cristiano.
Ancorato con la cintura di sicurezza, sedile riscaldato al livello uno, se ne sta là a scrutare il mondo fuori.
Mi ricorda i viaggi in macchina che facevo con mia madre.
Mi diceva che per imparare a guidare dovevo osservare attentamente cosa faceva lei.
Freno, frizione, marcia.
Io me ne stavo lì, seduta a fianco a lei sognando di guidare e raggiungere chissà quali mete.
E oggi, mi ritrovo qua, dentro l’abitacolo minuscolo di una smart, con una cane di taglia gigante seduto al posto che una volta era mio.
Lui mi osserva, osserva la strada e gli altri cani che passeggiano.
Soprattutto gli altri cani.
Sta seduto composto meglio di un bambino e anche di qualche adulto che conosco.
Mi accompagna a fare la spesa, al mercato e a trovare la nonna.
Paziente più di un marito, si sorbisce tutte le chiacchiere infinite delle persone che incontro, le attese e le code in fila alla cassa.
Ecco, quelle se potesse le eviterebbe ma gli ho già spiegato che gli oggetti si devono pagare e non si può uscire così all’arrembaggio.
Ma il suo momento preferito è quello in cui risaliamo in macchina.
Allacciamo la cintura e siamo pronti per un nuovo viaggio.

RAVIOLI AL RADICCHIO
Serves 2
Un primo piatto preparato con pasta fresca fatta in casa e un ripieno ricco di vitamine e sali minerali.
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Prep Time
40 min
Prep Time
40 min
Ingredients
  1. 2 uova fresche
  2. 200 g di farina 1
  3. 250 g di radicchio di Chioggia
  4. 250 g di stracchino cremoso
  5. sale
  6. pepe
Instructions
  1. Cominciate preparando la pasta.
  2. Su un tagliere, fate una fontana con la farina e rompete le uova al centro.
  3. Amalgamate le uova con la farina con l'aiuto di una forchetta, unendo poca farina alla volta.
  4. Impastate bene e con energia per 10 minuti. Quando otterrete un impasto sodo ed elastico, formate una pagnotta e mettete a riposare coperto da una ciotola per 30 minuti circa.
  5. Nel frattempo lavate e mondate il radicchio, tritatelo finemente con l'aiuto di un blender o un frullatore. Scolatelo bene dall'acqua di vegetazione e unitelo allo stracchino.
  6. Salate e pepate e tenete pronto per la farcitura.
  7. Ora tirate la pasta, io utilizzo la sfoglina così riesco ad utilizzare tutti i ritagli di pasta.
  8. Deve diventare sottile ma non troppo e rimanere elastica.
  9. Ora farcite con l'impasto, aiutandovi con due cucchiaini lasciando spazio tra un raviolo e l'altro.
  10. Utilizzate una formina per ritagliare i ravioli.
  11. Spolverizzate con un velo di farina un vassoio e adagiateci i vostri ravioli pronti.
  12. Lasciateli seccare un poco a contatto con l'aria prima di cuocerli.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/

CIAMBELLINE A COLAZIONE

Un cielo plumbeo e carico di pioggia.
Forse neve, se le temperature si abbassano ancora.
Un vento gelido e inquietante crea vortici con le foglie che ricoprono il giardino.
Dicono pure che oggi è il Blue Monday.
Ovvero, la giornata più triste dell’anno.
Ma veramente, siamo in grado di farci condizionare la giornata da una notizia del genere?
Tutta basata da statistiche e numeri.
Sarà che io con la matematica non sono mai andata d’accordo.
Sarà che in questo periodo ho voglia di concentrarmi solo su cose positive.
Comunque il mio lunedì-blue-monday non è partito affatto male. 
Nonostante sia dovuta andare a fare degli esami ematici, a digiuno.
Per me il vero spauracchio non sono gli aghi, bensì il digiuno forzato.
E dire che ci sono mattine in cui bevo soltanto un caffè.
D’orzo. Anzi, ora nemmeno più quello.
Cicoria e via andare.
Al massimo un tè.
Comunque…alcune mattine non ho fame e non mangio nulla fino a sera.
Il pranzo non è contemplato e così finisce che ceno e basta.
Chissà perché però la mattina in cui devo andare a fare le analisi mi assale una fame da camionista.
Gradirei nell’ordine : uova e pancetta, croissant, yogurt, succo d’arancia, caffè (quello vero), un toast, qualche fetta biscottata con burro e marmellata, crostata, ciambella e biscotti.
Non necessariamente in quest’ordine.
E invece mi faccio mestamente la doccia, preparo il caffè (quello vero) per il marito e servo a Denver la colazione.
Che consiste in un pezzo di pane duro come il marmo grande come le mie mani che lui sgranocchia in pochi secondi.
Ecco, stamattina mi mangerei pure quello.
Invece, esco al freddo e al gelo.
Mi fermo al primo bar che incontro.
Scendo per prendere una brioches da mangiare appena terminati gli esami.
Ma le brioches sono finite e risalgo in macchina.
Traffico scorrevole.
Arrivo in clinica ma di parcheggi nemmeno l’ombra.
Macchine che sbucano da ogni angolo e fanno il cerchio del parcheggio manco fossero squali.
Almeno venti minuti dopo trovo un posto libero dove entro a tutta velocità sperando non me lo soffino.
Fila per pagare gli esami. 
Fila per fare gli esami.
Almeno le dottoresse erano carine, professionali e pure simpatiche.
Mi hanno messo il buonumore.
Esco nel freddo delirante di questo lunedì.
Mi dirigo alla macchina e accendo il riscaldamento al massimo.
Mi è venuta voglia di ciambelle.
Soffici come una nuvola e ricoperte con lo zucchero.
Guido sognante fino a casa.
Non vedo l’ora di chiudere il vento gelido fuori e dedicarmi alla preparazione, velocissima delle ciambelle.
Ah, non ci sono le uova. E nemmeno l’olio.
Mannaggia al blue monday…
Esco di nuovo, una corsa a comprare uova e olio e poi di nuovo a casa.
Malumore non mi avrai.
Nel tepore della cucina, intenta a prepararmi una meritata colazione canticchio leggera.
Non è forse vero che le cose più si desiderano tanto più si è contenti quando si ottengono?
E ora ciambelline, venite a me.
Sia messo agli atti che me ne sono spolverata ben 9 prima di sentirmi piuttosto sazia.

CIAMBELLINE INTEGRALI
Yields 21
Deliziose e morbide ciambelline perfette per la colazione o la merenda
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Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Ingredients
  1. 2 uova
  2. 100 g di zucchero
  3. 30 g di acqua
  4. 60 g di olio di vinacciolo
  5. 1 cucchiaio di miele
  6. 110 g di farina integrale
  7. 2,5 g di cremor tartaro
  8. 2,5 g di bicarbonato
  9. sale, un pizzico
  10. zucchero a velo per decorare
Instructions
  1. Con un robot da cucina montate le uova insieme allo zucchero e al miele.
  2. Unite anche il pizzico di sale.
  3. Quando avrete ottenuto un composto spumoso aggiungete l'acqua.
  4. Aggiungete anche l'olio e fate amalgamare bene.
  5. Unite la farina che avrete setacciato insieme alle polveri lievitanti.
  6. Miscelate bene e mettete a riposo coperto da un piatto per 10 minuti.
  7. Riscaldate la piastra per ciambelle e ungete con uno spruzzo di olio.
  8. Versate una cucchiaiata di composto in ogni scomparto.
  9. Richiudete la piastra e lasciate cuocere per 5 minuti.
  10. Una volta pronte le ciambelline estraetele con delicatezza dagli stampi della piastra.
  11. Ponete a freddare su una griglia, spolverizzando con zucchero a velo quando sono ancora tiepide.
Notes
  1. Potete utilizzare anche olio di oliva o di semi per la preparazione di queste ciambelline.
  2. Io ho utilizzato olio di vinacciolo a causa di allergie.
  3. Se non avete la piastra elettrica per ciambelle potete utilizzare stampi da donuts.
Adapted from La Cuoca Dentro
Adapted from La Cuoca Dentro
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ANNO NUOVO…VECCHI PROPOSITI

light | 9 gennaio 2017 | By

Succede tutti gli anni.
Gennaio parte carico di buoni propositi, idee e progetti.
Ma poi, quanti di questi riusciamo realmente a realizzare e portare a termine?
Io personalmente, spero sempre di riuscire a fare tutto quello che rimando in estate, per il caldo e la poca voglia di stare a casa.
Lo faccio quest’inverno. Ne avrò di tempo…
E poi…
E poi, immancabilmente alcuni progetti rimangono in un limbo tutto loro, in attesa di una stagione che non arriverà mai.
Ma quest’anno no.
Quest’anno non si rimanda.
Il primo buon proposito per questo nuovo anno sarà il non rimandare, il non trovare scuse e il tagliare rami secchi da troppo tempo.
Il secondo buon proposito sarà mantenere il primo.
Anche se vorrà dire lacrime e sudore.
Quindi, pronti…
Via, si parte con un nuovo anno fatto di ricette, fotografie e parole. 
Il primo post di questo duemiladiciassette è una ricetta velocissima.
Un succo buonissimo preparato in casa.
Uno dei buoni propositi di questo 2017 era provare l’estrattore che mi hanno prestato mesi fa.
E quindi, eccoci.
Oggi succo alla barbabietola e melograno.
E un augurio di un buon anno fatto di buoni propositi portati a termine.

SUCCO ALLA BARBABIETOLA E MELOGRANO
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Prep Time
5 min
Total Time
5 min
Prep Time
5 min
Total Time
5 min
Ingredients
  1. 3 barbabietole, piccole
  2. 1 melograno, sgranato
  3. zenzero, 1 cm
Instructions
  1. Mondate, sbucciate le barbabietole e tagliatele a metà.
  2. Sgranate il melograno e inserite i chicchi nell'estrattore.
  3. Unite anche le barbabietole e lo zenzero sbucciato.
  4. Una volta che avrete ottenuto tutto il succo, spegnete l'estrattore e gustatevi al momento un succo dolce e genuino.
Notes
  1. Il melograno è un frutto spesso dimenticato per la maggior parte dell'anno, ma sapevate che è ricco di vitamine ed antiossidanti?
  2. Più melograno in questo nuovo anno!
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