MATTINE DI FINE OTTOBRE

Finalmente è arrivato.
Il grigiore di fine ottobre con le sue prime nebbioline.
Tempo bigio al mattino quando apro le finestre.
La voglia di rincantucciarsi ancora un po’ tra le coperte, tra il tepore rimasto dalla notte.
Il momento della giornata che preferisco, quando sono assonnata e cerco di far luce sulla giornata che mi attende.
Le faccende da sbrigare, la spesa, il cane.
Appunto, il cane.
A dir la verità il momento della giornata che preferisco è un altro.
Appena passato il torpore della sveglia, quando faccio le scale per scendere al piano di sotto.
Quello è il momento migliore della giornata.
Lui è li, ancora un po’ assonnato ma con la coda scodinzolante.
Pronto a ricoprirmi di baci e coccole adoranti.
Un balzo ed è sul divano, mi accoccolo vicino a lui e lì incomincia veramente la mia giornata.
L’amore è tangibile nell’aria, sembra che non ci vediamo da un paio di anni invece che una manciata di ore.
Gli occhi color ambra di Denver mi guardano adoranti.
Nessuno mi ha mai guardato come mi guarda lui.
Quell’esserino nero e peloso è tutto amore al mattino appena sveglio.
Un amore sincero e incondizionato come solo quello dei cani sa essere.
Ho imparato tanto da lui nell’ultimo anno della mia vita.
Il tempo delle coccole è finito, ora bisogna fare colazione.
Come un’ombra mi segue in cucina e con sguardo attento mi guarda preparare il caffè.
Controlla con attenzione che dopo aver inserito lo zucchero nella tazza apra anche il secondo cassetto.
Quello del pane secco, la sua colazione.
E la sua adorazione mi viene da dire.
Con gli occhi a forma di cuore non perde di vista un secondo il tozzo di pane.
Ecco, diciamo che forse come guarda un pezzetto di pane secco non ha mai guardato nessuno in vita sua.
Nemmeno il babbo, il suo amore inconfutabile.
Quel Denver.
Un anno e mezzo oggi. 
Cinquantacinque chilogrammi in crescita di bontà, ubbidienza e amore.
Cinquantacinque chilogrammi fatti di giochi, cocciutaggine e curiosità.
Cinquantacinque chilogrammi che hanno cambiato la mia vita.

gambi-di-barbabietola-caramellati-8

 

GAMBI DI BARBABIETOLA CARAMELLATI
Serves 2
Semplici e veloci da preparare, vi stupiranno per la loro bontà
Write a review
Print
Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Prep Time
5 min
Cook Time
15 min
Total Time
20 min
Ingredients
  1. 6 gambi di barbabietola rossa
  2. 2 cucchiaini di miele
  3. 2 cucchiaini di zucchero moscobado
  4. 1 cucchiaio di sciroppo alla cannella
  5. 125 ml di acqua
  6. 2 bacche di cardamomo (i semini all'interno)
  7. 2 anici stellati
  8. formaggio brie
Instructions
  1. Mondate i gambi di barbabietola e puliteli.
  2. In un pentolino dal fondo spesso inserite tutti gli ingredienti.
  3. A fiamma media fate sciogliere bene lo zucchero e il miele.
  4. Portate a bollore e abbassate la fiamma al minimo.
  5. Lasciate sobbollire per 15 minuti.
  6. Quando il liquido sarà diventato denso e sciroppato e i gambi delle barbabietole si saranno inteneriti potete togliere dal fuoco.
  7. Guarnite un formaggio brie con i gambi caramellati per un aperitivo stuzziacante.
Adapted from da una ricetta di Sophie Dupuis-Gaulier tratta dal libro Bon Appétite
Adapted from da una ricetta di Sophie Dupuis-Gaulier tratta dal libro Bon Appétite
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
gambi-di-barbabietola-caramellati-3

gambi-di-barbabietola-caramellati-2

gambi-di-barbabietola-caramellati-7

La Teresina

Da lei potevi comperare di tutto.
È da lei che ho comperato la mia prima Barbie.
È da lei che ho comperato pure la prima sorella di Barbie, nota Skipper.
Con i capelli a frisé con ciocche fluo.
Da lei scelsi il mio primo paio di orecchini di bigiotteria.
Per quelli veri, uguali a quelli di nonna, dovetti aspettare ancora qualche anno.
Mia nonna per regalarmeli non mi portò dalla Teresina, ma dall’orafo a fianco.
Piccolo paesino di montagna, i negozi potevano contarsi sulle dita di una mano sola.
Ricordo che il sabato, quando ero in montagna dai nonni, era una tappa irrinunciabile.
Accompagnavamo il nonno al bar e poi via a fare scorribande nei negozi di paese.
Si andava dalla Teresina per comperare un po’ di tutto.
Dal sapone di marsiglia alle caramelle, passando per i quotidiani e le sigarette.
Qualche confezione di cartaigienica e bottiglie di shampoo e detersivo.
Io guardavo gli scaffali con aria estasiata, ammirando tutti quegli oggetti sistemati alla rinfusa.
Questo poteva sembrare ad una prima, frettolosa occhiata.
Ma poi guardando bene, c’era un ordine ben preciso in cui era sistemata la merce.
L’angolino di fianco alla porta d’ingresso era il mio preferito, grandi barattoli di latta facevano bella mostra su uno scaffale di legno.
Nomi sconosciuti e profumi inebrianti.
Era la parte dedicata alla drogheria, dove spezie provenienti da paesi lontani venivano gelosamente custodite in vasetti di varie fogge e dimensioni.
In autunno, quando la temperatura si abbassava e l’aria di montagna si faceva d’improvviso gelida, la nonna faceva scorta di quel ben di dio.
Profumatissime stecche di cannella, anici stellati dalla curiosa forma a stella e pungenti chiodi di garofano.
Con quegli acquisti si diceva arrivederci alla bella stagione e ci si preparava alle prime infreddate.
All’interno del piccolo negozio si formava sempre un capannello di persone venute a raccontare o ad ascoltare qualche nuova.
Si facevano due chiacchiere al tepore della piccola stufa elettrica, si terminavano gli acquisti e si tornava verso casa.
La nonna allora accendeva la stufa e metteva dentro al pentolino di rame una bella dose generosa del vino buono, quello del nonno.
Qualche cucchiaio di zucchero e le spezie profumate.
Fette di arancia e scorza di limoni.
Lasciava sobbollire il tutto sulla stufa per poi flambare l’alcool per farlo evaporare.
Era pronto così, in pochi minuti uno dei rimedi infallibili per il raffreddore.
Caldo e speziato, la nonna diceva era portentoso.
Lo preparava per me che ero raffreddata ma se ne versava un bella tazza piena pure lei.
Io le chiedevo sempre se stava male e lei mi rispondeva che non solo faceva bene per il raffreddore ma che faceva bene anche per l’anima.
Ancora oggi ai primi freddi e ai primi starnuti preparo sempre un bel pentolino di vino speziato.
I gesti sono sempre quelli, da anni.
Affetto le arance, gratto la scorza dei limoni e uso il vino buono.
Cannella, chiodi di garofano e anice stellato.
Un profumo inebriante invade la cucina riportandomi indietro anni luce.
Buon raffreddore a tutti.

vin-brule-5385

VIN BRULE
Una calda e confortante bevanda contro i malanni di stagione
Write a review
Print
Prep Time
5 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Prep Time
5 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Ingredients
  1. 500 ml vino rosso
  2. 30 g zucchero semolato
  3. 3 stecche di cannella
  4. 3 anici stellati
  5. 3 chiodi di garofano
  6. 1/2 arancia, scorza e fette
  7. 1 limone, la scorza
Instructions
  1. Versate il vino in un pentolino e unite tutti gli ingredienti.
  2. Portate a bollore e flambate.
  3. Lasciate evaporare l'alcool e versate nelle tazze.
  4. Gustate caldo.
Notes
  1. Potete passare il vino con un colino e lasciare a parte le spezie e gli agrumi.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
vin-brule-5362

vin-brule-7-5379

vin-brule-5-5370

TERIYAKI BURGER per KIKKOMAN

Mi sono scervellata parecchio su quale ricetta proporre per il contest di iFood che vede in collaborazione niente di meno che Kikkoman.
Per chi non lo sapesse, Kikkoman è produttore leader della salsa di soia.
Adoro la salsa di soia e la utilizzo in tantissime ricette.
E poi mi ricorda la mia amata Thailandia, dove la salsa di soia è onnipresente.
Eppure…il vuoto.
Ho pensato a mille ricette e altrettante volte ho cambiato idea.
Studia e cerca, pensa e ripensa alla fine ho avuto l’illuminazione sulla via di Damasco.
Non è accaduto sui tomi di una biblioteca o leggendo antichi manoscritti di cucina.
E’ successo molto più semplicemente.
Ovvero addentando un ottimo hamburger.
E’ stato li che ho visto la luce.
Colonna sonora di Ennio Morricone.
Mentre divoravo quel panino me ne immaginavo un altro.
Immaginavo un hamburger fusion con spinaci e formaggio di montagna.
Ma con una salsa particolare, orientale e saporita al punto giusto.
Volevo che la salsa non fosse solo di accompagnamento però, così ho deciso di utilizzarla anche come condimento della carne a crudo.
Con la salsa di soia Kikkoman ho preparato una classica salsa teriyaki, una salsa giapponese scura e vellutata il cui nome deriva da Teri, lucido/splendente e Yaki, cotto alla griglia.
Ho utilizzato la salsa teriyaki per insaporire la carne e poi come salsa finale per guarnire il panino.
Con la salsa teriyaki la carne diventerà lucida e caramellata in cottura.
Renderà il vostro hamburger succulento e particolarmente saporito.
Se vi siete incuriositi potete leggere la mia ricetta proposta su iFood qui
Vi solletico ancora un po’ il palato con la fotografia con la quale partecipo al contest fotografico, la mia amica Manuela Bonci giudicherà i meravigliosi scatti protagonisti di questo bellissimo contest.
Buona salsa di soia a tutti!

teriyaki-burgher-blog-5294

Con questo post partecipo al premio speciale food photography del contest Kikkomania.

CONSIGLIA Muffins alle mandorle e albicocche