RICOMINCIAMO

PRIMI PIATTI | 22 settembre 2016 | By

Settembre, quasi un gennaio.
Tempo di nuovi progetti, di ripartenze e nuovi inizi anche per chi non si è mai fermato.
Comincia così questo mio autunno.
Tante cose bellissime e nuove sfide.
Soprattutto ritorna la voglia di mangiare bene, di preparare pietanze elaborate ed impastare con le mani.
E’ quasi una medicina per me.
Sentire la farina tra le dita, constatarne la ruvidezza e il profumo di buono.
Profumo di altri tempi, di cose preparate nel tepore di casa.
Impastate a mano perché solo così si può veramente sentire l’incordatura giusta.
L’elasticità della pasta e la ruvidezza perfetta.
Impastare e impastare ancora fino a quando si ottiene una pasta soda e liscia al tatto.
E’ una cosa di cui non posso fare a meno.
Ha un che di corroborante e allo stesso tempo rilassante.
Mi riporta alle domeniche dai nonni.
Cascasse il mondo, a pranzo c’erano sempre le tagliatelle.
Io e mio fratello facevamo la spola al tagliere per assaggiare un po’ di pasta cruda.
Tra sbuffi di farina la nonna ci rimproverava.
Benevolmente però, le piaceva averci intorno mentre stendeva la sfoglia.
Nel tepore della cucina, con il pentolone per l’acqua che sobbolliva sulla fiamma.
Il rivestimento di candide mattonelle umido per la condensa.
Il tagliere estratto dal vano della tavola e poggiato sopra.
Cosparso di farina e al centro, sotto ad un canovaccio umido, la pasta fresca.
Il riposo fa la magia, diceva la nonna.
Rende perfetta ed elastica la pasta.
Sembrava che non ascoltassi al tempo, ma le nozioni importanti ho cercato di impararle tutte.
Forse è per questo che ogni volta che preparo la sfoglia (pasta fresca detto alla riminese) ritorno un po’ bambina.
In quella cucina calda ed accogliente, con la nonna a farmi da mentore.
Mangio un pezzetto di pasta cruda di nascosto, riesco ancora a sentire la voce della nonna che mi sgrida.
Oggi le racconto che preparerò spaghetti verdi fatti in casa utilizzando una farina speciale, apposita per la pasta fresca e lei mi dice che sono diventata davvero brava.
Sono anni che ha appeso il matterello al chiodo, per cui adesso abbiamo fatto cambio.
Io preparo la pasta fatta in casa e la porto a lei, dopotutto qualcosa le devo.

spaghetti-verdi-al-tartufo-passo-passo

Spaghetti verdi al tartufo
Serves 2
Una versione tutta verde per gli spaghetti fatti in casa
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Prep Time
40 min
Cook Time
1 min
Prep Time
40 min
Cook Time
1 min
Ingredients
  1. 150 g farina Molino Quaglia, Gran Pasta
  2. 90 g semola di grano duro
  3. 120 g spinaci freschi tritati
  4. 2 uova
  5. olio evo
Per il condimento al tartufo
  1. 50 g burro
  2. 10 g tartufo scorzone
Instructions
  1. Preparate la pasta formando una fontana con la farina al centro del tagliere.
  2. Inserite le uova e gli spinaci al centro e iniziate ad impastare.
  3. Unite poco alla volta anche la semola e impastate a più riprese fino a formare un composto sodo ed elastico.
  4. Coprite con una ciotola e lasciate riposare almeno 30 minuti.
  5. Riprendete la pasta e impastate brevemente per ridarle vigore.
  6. Ora prelevatene una parte ed assottigliatela con le mani.
  7. Passate nella sfogliatrice, fino ad ottenere una sfoglia non troppo sottile. (Io utilizzo la misura 3)
  8. Stendete tutte le strisce di sfoglia e mettetele su una superficie infarinata a riposare ed asciugare per almeno 1 ora.
  9. Preparate l'accessorio per i tagliolini nella vostra sfogliatrice e passate la vostra sfoglia.
  10. Raccogliete gli spaghetti che si formeranno ed avvolgeteli in matassine.
  11. Buttate gli spaghetti in acqua bollente in cui avrete aggiunto un filo di olio per far si che non si attacchi la pasta.
  12. Appena verranno a galla, spegnate la fiamma e scolateli.
  13. Conditeli subito con burro fuso in cui avrete tritato 3/4 del tartufo.
  14. Guarnite con il tartufo rimasto tagliato a lamelle.
  15. Gustate caldi!
Notes
  1. A seconda dell'umidità può variare il tempo di attesa.
  2. Io consiglio di aspettare sempre qualche minuto in più, così gli spaghetti non si attaccheranno.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/
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SETTEMBRE, SOLO COSE BELLE

Eventi | 6 settembre 2016 | By

C’era un tempo, nemmeno troppo lontano a dir la verità, in cui la sottoscritta sgranava gli occhi ammirando scatti superbi di food.
Blog, riviste on line, pagine Instagram e Pinterest e via dicendo.
Nulla si perdeva al mio sguardo attento.
Rimanevo ore estasiata davanti a ricette e fotografie che faticavo a credere fossero realizzate da persone qualunque come me, alcune addirittura non del settore.
E così, me ne fantasticavo su come sarebbe stato avere un blog tutto mio che accomunasse tutte le mie passioni.
L’amore per la cucina in primis.
La costante ricerca di materie prime d’eccezione, che non vuol dire più costose ma recuperate da piccole realtà agricole.
La passione profonda per lo scrivere, insita in me sin dall’infanzia.
Come dice mia nonna, appena ho imparato a scrivere non ho più smesso.
L’amore per il bello, che maledizione fa parte di me come l’aria che respiro e chi mi conosce sa che spesso ci vuole pazienza, magari bisogna aspettare la cena per ore oppure durante una passeggiata devo assolutamente perdere tanto tempo a fotografare qualcosa che a qualcuno non sembra nulla.
E’ più forte di me, vedere il bello anche nelle crepe di un fiume in secca.
Alcune cose non mi basta fotografarle con gli occhi e il cuore, alcune sento il bisogno di immortalarle per davvero.
Ed è una circostanza tutta nuova la mia.
Prima del blog, perché è stato proprio quella la mia nemesi, scattavo senza vedere.
E non parlo solo della luce, scattavo e basta.
Non ho mai pensato di saper fotografare e non mi sono mai impegnata per farlo bene.
E poi…visto che i geni non mentono, deve essere scattato qualcosa.
Il mondo della fotografia mi ha avvicinato a mio padre.
Tenere tra le mani quella sua macchinetta e prendere la mira proprio come faceva lui mi ha emozionato.
Talmente tanto che inesorabilmente ha finito per stregarmi.
Al punto da farmi rimettere sui libri, studiare e provare provare provare.
E così, oggi eccomi qui, con il cuore gonfio per l’emozione e la mente vuota che non riesce a trovare le parole giuste per scrivere quel che vorrei.
Vorrei raccontarvi  di un sogno che ha preso vita in questi mesi.
Un progetto emozionante e quasi impossibile da realizzare.
Ma si sa quando le donne si mettono in testa qualcosa…
Vorrei anche raccontarvi di quanto impegno e studio e dedizione e ore rubate alla famiglia e al riposo ci siano dietro a questo progetto.
Vorrei potervi dire in due parole tutto quello che c’è dietro ad un disegno come questo, al coordinare tutto e tutti per arrivare ad un fine comune meraviglioso.
Poter condividere le proprie passioni e l’amore infinito per il cibo.
Due parole proprio non bastano e allora faccio parlare il cuore.
Grazie, davvero.
A chi ha creduto a questo sogno e a chi si è fatto in quattro…mila per realizzarlo.
Grazie ad IFood, sempre attento e generoso di possibilità.
Grazie a chi ha collaborato e ha reso attuabile questo nuovo meraviglioso progetto.
Da ieri c’è un’entusiasmante novità…
IFood diventa anche magazine on line.
Io sono talmente emozionata che credo sarò con le farfalle allo stomaco per i prossimi 30 giorni.
IFoodStyle è una rivista bellissima e curata in ogni minimo dettaglio.
Fotografie meravigliose e ricette strepitose curate e suddivise per categoria, interviste a chef famosi e tante altre cose bellissime. Non vi svelo altro per non rovinarvi la sorpresa.
IFoodStyle è un sogno diventato realtà e io già la adoro.
Leggerla su carta stampata è il prossimo desiderio…chissà?
Nel nuovissimo magazine targato IFood trovate anche il primissimo capitolo del romanzo di Meris Carpi.
Il mistero della tazza da té.
Un mistery a puntate che non potrà non intrigarvi.
Non vi ho incuriosito?
Cliccate direttamente sulla rivista qui sotto e potrete sfogliarla comodamente dal vostro divano.

 

 

 

Buon inizio di settembre, ci leggiamo presto.

SETTEMBRE-1.5017

 

CONSIGLIA Muffins alle mandorle e albicocche