Comfort Food, PRIMI PIATTI, Zuppe

LA FOGHERACCIA

18 marzo 2015
 
L’aria è greve di fumo.
Nel crepuscolo i falò già accesi illuminano le campagne attorno casa mia.
La mia memoria olfattiva funziona meglio di quella normale e l’odore di legna bruciata mi ricorda che oggi è il diciotto marzo.
San Giuseppe.
Il giorno prima della festa del papà.
Tre giorni prima di primavera,che poi è anche il giorno in cui ci ha lasciato il mio amato nonno.
Oggi è il giorno della fogheraccia.
Non so come funzioni a casa vostra,ma se sei riminese,non puoi dimenticartene.
Intanto,ci pensa la catasta di legna in spiaggia a ricordartelo ogni volta che passi di là.
Nel giro di qualche settimana diventa sempre più grande.
Cassette della legna,vecchie porte e rami rinsecchiti portati a riva dal mare vengono accumulati fino al 18,giorno in cui si erge in tutta la sua magnificenza per poi essere miseramente bruciata.
Se sei riminese non puoi non amare il giorno della fogheraccia.
Speri sempre che non piova e che non ci sia troppo vento.
E’ importante che la pira prenda fuoco bene,è un rito propiziatorio mica da ridere.
Segnala un nuovo inizio,un pò come a capodanno,quando si gettano i vecchi oggetti.
A me il diciotto mette un sacco di ricordi.
 

Ad esempio,ricordo benissimo che vicino a casa dei nonni,proprio dietro l’angolo,c’era la fogheraccia del quartiere.
Piccola in confronto ad altre,ma a me già sembrava enorme.
Ricordo che qualche giorno prima i vicini facevano a gara per portare la legna,tra questi anche mio nonno che allungava sempre qualche pezzo di legno scartato da quelli buoni che usava per intagliare o fabbricare qualcosa.
Poi,finalmente,il diciotto era il giorno fatidico.
Già nel pomeriggio si potevano vedere capannelli di persone attorno alla pira ancora spenta.
“Prenderà fuoco bene?”
“Io direi di spostare di un pelo (nota unita di misura) quel ramo lì”
“Io invece sposterei quelli di là”
E via dicendo…
Con il passare delle ore tutti diventavano architetti ed ingegneri.
Ma lo scopo finale era sempre lo stesso.
Per una sera all’anno anche le persone che non si sopportavano si univano insieme per vedere la fogheraccia,chiacchierare e pregare che il futuro riservasse loro qualcosa di migliore.
All’imbrunire già era forte l’odore del fumo,vari falò stavano già bruciando e l’aria era densa di odore di legna arsa.
Sembrava quasi ci fosse qualcosa di magico,mentre il nonno mi stringeva la mano camminando verso l’angolo.
Davanti alla fogheraccia c’erano già parecchie persone,allungavano le mani per riscaldarle al tepore del fuoco.
I visi rischiarati dalla luce delle fiamme.
Gli occhi brillanti nella notte rischiarata solo dal falò.
Il fuoco,dal tempo dei tempi,ha un grande ascendente su noi umani.
Ci fa compagnia,ci riscalda il cuore.
Sembra che ci dica che andrà tutto bene.
E’ per questo che ho il ricordo solo di volti sorridenti in quei diciotto marzo di bambina.
E’ per questo che quando il diciotto marzo l’aria profuma di legna bruciata io mi sento bene.
Mi sento a casa,protetta come quando il nonno mi teneva per mano.
Stasera accenderò il camino,sarà una delle ultime volte per quest’anno.
Mi scalderò le mani facendo attenzione a non avvicinarle troppo per non scottarmi.
Il mio viso sarà rischiarato dalla fiamma e le mie labbra si incurveranno in un sorriso,mentre fuori l’aria profumerà di legna bruciata.
 


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

VELLUTATA DI SEDANO RAPA e MELA

ricetta di Jamie Oliver
 
 

ingredienti : per 2 persone

 
350 gr di sedano rapa pulito
1 mela renetta (tenete un pezzetto per la decorazione)
1 litro di brodo vegetale
50 ml di panna fresca
1 rametto di timo
100 gr di rocquefort 
crostini di pane
olio evo
 
 
 
Pulite il sedano rapa e tagliatelo in piccoli dadini.
Sbucciate la mela,privatela del torsolo e tagliatela a cubetti.
Prendete una casseruola e sporcate il fondo con un filo d’olio.
Aggiungete il sedano rapa e fate cuocere per qualche minuto a fuoco medio.
Unite il rametto di timo e coprite con il brodo.
Portate a ebollizione,abbassate la fiamma e fate cuocere per 10 minuti.
Aggiungete la mela e lasciate cuocere per altri 20 minuti.
Versate la panna e spegnete il fuoco.
Amalgamate bene e ricordatevi di togliere il rametto di timo.
Con l’aiuto di un frullatore ad immersione riducete in una purea vellutata e liscia.
Tostate il pane e spalmate il formaggio sui crostini caldi.
Servite la vellutata con i crostini,un filo d’olio a crudo qualche briciola di formaggio e qualche pezzetto di mela.
Mangiate subito!
 
 
 
 
 
 
 
 
































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14 Comments

  • Reply Ilaria Guidi 19 marzo 2015 at 10:02

    Adoro le tue foto…che buona poi questa zuppa…per me il comfort food per eccellenza! Bello poi leggerti…
    Un bacio grande!!
    Ila

    • Reply latagliatellanuda 22 marzo 2015 at 17:08

      Anche a me le zuppe piacciono tanto Ilaria! Ne approfitto ora che la temperatura lo permette ancora,poi in estate passo al gazpacho!!
      Un abbraccio!

  • Reply Sara e Laura-PancettaBistrot 19 marzo 2015 at 10:51

    Ciao Elisa! Leggere queste righe ci ha coinvolto molto, non conoscevamo quest'usanza ma più andavamo avanti con la lettura più ci sentivamo parte di una tradizione. Il 18 ora avrà un significato in più anche per noi…e poi dopo le parole queste foto che raccontano con altrettanto impatto e sensibilità una storia densa di ricordi! Grazie per questa bella pausa che ci hai regalato! Un abbraccio dalle Pancette

    • Reply latagliatellanuda 22 marzo 2015 at 17:10

      Adorate pancettine sono molto felice vi piaccia questa usanza del 18 marzo!! Vedrete che ora vi ricorderete sempre della fogheraccia!
      Vi abbraccio tesore <3

  • Reply meris 26 marzo 2015 at 23:15

    Sto guardando il tuo blog dal cellulare e gia’ mi piace. Domani me lo riguardo bene dal computer. Sei fortissima bimba. Un abbraccio

    • Reply latagliatellanuda 29 marzo 2015 at 21:46

      Meris cara grazie! Un bacione

  • Reply vaty 27 marzo 2015 at 14:17

    tesoro bellissima! non ho letto tutto ma mi riprometto di tornare.. intanto ti adoro lo sai già, le foto sono più belle, lo sai già.. mi manchi (forse non lo sai ancora) <3
    ps benvenuta nel vicinato amore!!

    • Reply latagliatellanuda 29 marzo 2015 at 21:47

      Tesoro bello anche tu mi manchi e spero di vederti presto!
      Il nostro condominio è bellissimo,che dire,sono felicissima!
      Un bacio grande <3

  • Reply alessia mirabella 27 marzo 2015 at 16:05

    Elisa io mi perdo quando vengo qui. Metti così tanto amore in quello che scrivi, nelle ricette che prepari e negli scatti che condividi…. sei bravissima, coinvolgente, hai sempre una storia da raccontare. Un bacio grande!

    • Reply latagliatellanuda 29 marzo 2015 at 21:48

      Alessia cara sono felice ti piaccia quello che scrivo,quello che sento!
      Anche tu sei bravissima e adoro le tue fotografie,hanno un allure meravigliosa!
      Un abbraccio!

  • Reply Berry 27 marzo 2015 at 21:54

    meraviglia il tuo nuovo blog, le foto e la tua faccia roccherrolll <3
    Un abbraccio mega!

    • Reply latagliatellanuda 29 marzo 2015 at 21:49

      Amica lo sapevo che ti sarebbe piaciuta la mia faccia rock..!!!
      Ti adoro,un baciotto per te e uno per Mirtillo <3

  • Reply e il basilico 30 marzo 2015 at 17:26

    Sei forte cara amica. Va bene, la ricetta è buonissima, le foto sono bellissime, ma dalla tua nuova casa trapela una sensazione molto entusiasmante: la passione per il tuo blog. Buona fortuna. Un abbraccio

    • Reply latagliatellanuda 30 marzo 2015 at 22:16

      Hai visto che meraviglia,amica?
      Non vedo l’ora di vedere il tuo…
      Un bacio grande

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