ORA LEGALE SI ORA LEGALE NO

Avete cambiato l’ora?
Vi siete svegliati più riposati?
Io questa mattina ho anticipato la sveglia di un’ora!
Però…quello che ci regala al mattino se lo riprende al pomeriggio…quando fa buio così presto!
Avete presente quelle giornate buie e grigie in cui diventa notte senza nemmeno aver mai fatto giorno veramente?
Tristi eh? Beh in questi ultimi giorni sono lontane anni luce.
Rimini è rischiarata da un cielo azzurro e terso,24 gradi scaldano l’aria già frizzantina di fine ottobre.
E’ un regalo inaspettato,che lascia tutti sorpresi,soprattutto  chi sta facendo o ha già fatto il cambio degli armadi…per ritrovarsi ancora in maniche corte a pochi giorni da novembre.
Strano iniziare a pensare alle vacanze invernali (rigorosamente al caldo!) quando sembra ancora estate…eppure…
Eppure la mia testa corre lontano,chilometri e chilometri.
Spiaggie assolate,sabbia bianchissima e cieli di un azzurro mai visto…dove il cibo è speziato e la birra sempre gelata.
Dov’è sempre caldo,caldissimo.
Talmente caldo che all’ora di punta non puoi stare sotto il sole.
Sempre che non preferiate l’abbronzatura stile carne ai ferri e la lingua felpata per la disidratazione tutto il pomeriggio.
Io per rinfrescarmi bevevo il cocco…o meglio l’acqua di cocco.
Si prende un cocco verde,non ancora maturo e con l’aiuto di un affilato coltello si incide la parte superiore per creare una specie di ciotola. Si inserisce una cannuccia e il gioco è fatto.
La prima volta può essere una delusione,uno si aspetta che il sapore di cocco lo devasti e invece…diciamo che come sapore è molto light. Ma dissetante al massimo e ottimo per la salute.
Io da vera viziata quale sono aggiungevo sempre anche un bicchierino di rum e mandavo a farsi benedire i benefici salutari. Ma quanto è buono!!
In effetti,quando lo ordinavo,il rum dovevo aggiungerlo a parte,deve essere una sorta di sacrilegio,facevano due occhi!
Rum a parte,cosa riesce meglio del profumo di cocco a farvi andare a terre esotiche e lontane?
Io lo adoro,il suo profumo mi inebria.
Oggi sogno le vacanze e ve ne faccio assaporare un pezzettino…
In testa la mia Thailandia ma una ricetta caraibica per le mani.
Semi di cacao e Fave Tonka riempiono di sapori tropicali il mio pomeriggio.
Siete pronti a partire?
























































COCCO MON AMOUR : 

Budino al latte di cocco e fava tonka


ingredienti :



250 ml di latte di cocco
150 ml di latte parzialmente scremato
3 cucchiai di zucchero semolato
3 cucchiai di farina di cocco
1,2 fave Tonka
100 gr di crunch di semi di cacao
10 gr di pistacchi di Bronte
1 cucchiaino di Agar agar in polvere


Tagliate a metà una fava tonka,togliete la pellicina e mettete in infusione in una ciotola insieme al latte (entrambi)e alla farina di cocco.
Lasciate per una mezz’ora o più tempo se ne avete la possibilità.
Quando sarà passato il tempo da voi stabilito,colate attraverso un colino a maglie strette.
Ora prendete un pentolino e aggiungete il latte,unite lo zucchero e l’agar agar. Accendete la fiamma e aiutandovi con una frusta amalgamate bene il tutto e portate a bollore.
Fate bollire per 7 minuti circa e versate il composto nel vostro stampo da budino.
Fate raffreddare e una volta pronto sformatelo aiutandovi con un coltellino affilato da far passare sui bordi.
Ora posizionate il crunch di semi di cacao su un piattino e rovesciatevi sopra il vostro budino. Eliminate le briciole di semi in eccesso. Tritate i pistacchi e se volete altra fava tonka e utilizzateli per decorare il budino.
Vi sembra o no di essere in vacanza?






























Con questa ricetta partecipo al contest di Vaty,Contaminazioni.



PROVARE PER CREDERE



Che gli americani fossero dei veri golosastri non è una novità,soprattutto per me,vorace divoratrice di programmi tv sull’american food. Una cosa l’ho capita ormai da tempo.

In fatto di barbecue non hanno niente da imparare,anzi sono ottimi grigliatori. Per non parlare poi di tutti quei piatti laidi (come direbbe Giorgione…) che propongono. C’è sempre un aggiunta stratosferica di ingredienti extra e salse burrose.
E le dimensioni! In America contano eccome! Le bistecche sono enormi,la verdura pare gonfiata con il palloncino,un semplice caffè è grande come una pinta di birra,i sandwich li friggono pure…
E si potrebbe continuare all’infinito.
Ora dieta a parte,chi non ha avuto l’acquolina almeno una volta di fronte a quei cibi grassi,unti e grondanti formaggio fuso?
Io sono una di queste. Non importa l’ora,se in tv passa un hamburgher succulento,mi viene subito fame e voglia di addentarlo.
E quando qualche giorno fa ho fatto conoscenza della meravigliosa Poutine come potevo esimermi dal prepararla?
Dal primo momento in cui l’ho vista (in tv) non ho fatto che pensare a lei! E pensa oggi pensa domani…ecco qui.
La mia poutine.
Tipico piatto Canadese,trattasi di patatine fritte aggredite con salse,formaggi e altre diavolerie. 
Non proprio concepibile da parte di un italiano,abituati come siamo alla dieta mediterranea.
Ma a questo punto al diavolo la dieta,stasera preparo la mia poutine contaminandola con sapori che partono dall’Italia,passano per il Messico,il Canada e la Tunisia. Per poi tornare in Patria.
Lo so,l’abbinata patate fritte – formaggio fuso – chili con carne non è tanto leggera ma è così buona!!!
L’avevo un po’ sminuita…”ma si sono solo patatine e formaggio…” dicevo.
E invece,mi sono dovuta ricredere. Quando la forchetta è affondata nel chili e nelle patatine al formaggio mi sono quasi commossa.
God Bless America. Ops,Canada!

























POUTINE CONTAMINATA



Ingredienti :



3 patate bianche del Montefeltro
Aceto bianco
1 litro di olio di semi di girasole
100 gr di Gorgonzola di Busterlengo
1 cucchiaino di Pasta di Harissa

Per il chili :

1 spicchio di aglio
1/2 cipolla 
1 peperone rosso 
1 peperone giallo
1 peperone verde lungo
500 ml di brodo di manzo
250 gr di spalla di maiale
250 gr di polpa di vitello
700 ml di passata di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale
pepe
peperoncino frantumato
cannella in polvere
semi di cumino
olio evo
pasta di Harissa


Per la realizzazione del chili guardate qua,al momento di speziare le verdure unite però 1 cucchiaino di pasta di Harissa tunisina. È una pasta al peperoncino piccante usata per insaporire. Magari prima di unirla assaggiatela così potrete regolarvi a seconda del vostro gusto.
Potete preparare il chili in precedenza così da averlo già pronto quando dovrete assemblare la vostra poutine.
Iniziate pelando le patate,lavatele e tagliate a bastoncino.
Mettete a bagno in una ciotola con acqua e qualche cucchiaio di aceto bianco. Tenetele il più possibile così perderanno tutto l’amido in eccesso. L’aceto servirà a farle rimanere croccanti all’esterno ma morbide all’interno. Due ore sarebbero l’ideale.
Una volta pronte,scolatele e asciugatele con carta da cucina.
Scaldate abbondante olio in una pentola o in un wok se preferite e iniziate a friggere le patatine.
Devono essere belle dorate,ci vorrà un pochettino di tempo extra ma ne varrà la pena. Scolate dall’olio,adagiate su carta forno,combattete contro la voglia di mangiarle tutte e continuate a friggere il resto delle patate.
Nel frattempo accendete il forno a 180° gradi,vi servirà poi per far fondere il gorgonzola.
Prendete una pirofila da forno,adagiatevi qualche manciata di patate,il gorgonzola tagliato a cubetti e il chili caldo.
Infornate per circa 10 minuti,giusto il tempo che il formaggio fonda. Gustate ancora caldo ma attenzione alle ustioni!








Con questa ricetta partecipo al Contest di Vaty, Contaminazioni

SONO IN RITARDO,SONO IN ARCITARDISSIMO…

Sono in ritardo. Sono in ritardissimo.
Sulla mia personalissima tabella di marcia.
Ma partiamo con ordine :
Vi ho già parlato delle mie notti tempestose e dei miei bizzarri sogni,qui e qui e anche qui.
E anche questa volta gira tutto intorno ad un sogno.
Giorni fa,in una fredda e buia notte Alice mi è venuta a trovare.
Non prendetemi per pazza.
Ho solo sognato Alice nel paese delle meraviglie…
E non ricordo altro.
Vi ho anche già accennato alla mia mania compulsiva che questa volta è pure a tema.
Quindi ho passato gli ultimi giorni per i preparativi. Cucina,sforna,decora…ritaglia,scrivi…
Che poi non è che ci fosse tanto da fare a parte i biscotti e la gelatina… La gelatina,quest’ultima è stata preparata 3 volte prima di trovare la consistenza desiderata…
E anche i biscotti da un tipo solo sono diventati 3 poi 4.
Non vi dico poi la ricerca delle suppellettili.
E già,chi lo possiede un servizio da thè d’epoca?
Io sicuramente no,ma so dove poterlo pizzicare!
Dico solo che negli ultimi giorni ero sempre in un altro mondo,presa com’ero dalla realizzazione di questo thè pomeridiano. In giro per negozi,alla ricerca di quel non so che,un’ispirazione…
Eh si perchè a me Alice è sempre piaciuta.
Ero bambina e la sera ascoltavo mia madre leggermi la favola.
Io rimanevo incantata e sognavo di passare un pomeriggio a bere thè insieme al Bianconiglio e al Cappellaio Matto,circondata da pasticcini colorati e dolci di ogni genere.
Magari la passione per i dolci è nata da lì…
Un biscotto per diventare grande,uno per diventare piccola…
E allora anche se in ritardo di qualche giorno,oggi ho preparato la tavola,la migliore tovaglia bianca e il servizio da thè della nonna. Biscotti glassati,gelatina colorata e ciliege candite.
E il thè,rosa come tutto il resto.
Mi sono seduta,ed ecco comparire il Cappellaio Matto.
Da un angolo vedo sbucare il Bianconiglio di corsa come al solito.
Ecco ci siamo tutti.
Voi che fate,venite a prendere il thè con noi?

























I BISCOTTI DI ALICE


Per la ricetta dei biscotti seguite pure questa qui.
Come unica variante io ho utilizzato della scorza e il succo di un lime verde brillante.


ingredienti per la glassa :


200 gr di cioccolato bianco
pistacchi tostati e salati,tritati
nocciole tritate
canditi 


Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Se avete difficoltà con il cioccolato bianco (tende a raggrumarsi!) controllate che l’acqua non bolla e mantenete sempre la fiamma al minimo. Mescolate con una spatola e iniziate a glassare i biscotti.
In un primo momento vi sembrerà che la cioccolata rimanga morbida ma non preoccupatevi dopo una notte a riposo (se riuscite a non mangiare tutti i biscotti subito) sarà della giusta consistenza.
Decorate i biscotti a piacere prima che il cioccolato raffreddi completamente.





























Se per caso volete fare anche la gelatina…

ingredienti :


2 cucchiaini di agar agar in polvere
200 ml di acqua
colorante rosso per alimenti

Mettete l’acqua in un pentolino e sciogliete la polvere.
Aggiungete il colorante e mescolate bene. 
Accendete la fiamma e portare a bollore mescolando di tanto in tanto. Fate bollire 10 minuti e trasferite il composto in uno stampino. Vi ho detto che l’ho preparata 3 volte vero? La prima era troppo liquida e anche la seconda. Ma l’agar agar potete riutilizzarli e quindi ho solo trasferito il composto nuovamente nel pentolino e riaggiustato la quantità di polvere. In questo caso l’ho aggiunta!
Lasciate raffreddare e sformate. Basterà utilizzare un coltellino affilato e farlo passare tra la gelatina e la formina.
Et voilà,il gioco,anzi la gelatina,è fatta.





























A MIA NONNA

Classe 1929.
84 anni e non sentirli.
Più o meno,perchè la cara vecchietta dopo una rovinosa caduta risalente a 11 mesi fa in cui si è rotta una vertebra,ora lamenta qualche dolorino alla schiena.
Ho cercato di farle capire che gli anni passano per tutti e non è che lei ringiovanisce come se avesse fatto un patto con il quadro come Dorian Grey. Ma che vi devo dire?
Lei guarda la televisione e trova tutti i vari attori,presentatori,showgirl invecchiati. 
Tutti tranne lei.
Lei è ancora quella bella ragazza castana,magra come un chiodo,sempre elegante e con unico vezzo il rossetto rosso.
Vezzo che poi con gli anni ha perso per dedicarsi ad un low profile in cui anche prendere il carrello al supermercato è da snob. Ve la vedete la mia vecchina,girovagare per le corsie del minimarket affianco a casa,carica di pacchetti tra le braccia??
Scene di ordinaria follia,anche perchè non è che fa la spesa giornaliera…nella sua dispensa potete trovare riserve a volontà. Io se finisco l’olio alle 9.00 di sera,so che da lei ce ne sono sicuramente 3/4 bottiglie diverse. Doppioni di ogni cibo da lei consumato. Bottiglie di vino che ormai sono invecchiate assieme lei. Pasta a volontà e ogni genere di sott’oli.
Perfettamente in ordine,tutti quei vasetti e lattine impilate come soldatini. Ecco dove ho preso la mania!
Il mio frigorifero sembra un esercito sull’attenti.
Ricordo quando da bambina mi proibiva di aprire e frugare nei suoi cassetti…Io credevo ci tenesse nascosto chissà che genere di tesori.
Ho scoperto solo dopo la vera motivazione :
Odia il disordine.
E tutto quanto è innovativo o nuovo per lei.
Oggi per convincerla ad utilizzare un cordless al posto del telefono fisso,ci sono voluti 45 minuti di spiegazioni,convincimenti,implorazioni e via via.
Stremata le ho disegnato i pulsanti del malefico telefono su un foglio per farla allenare mentre aspetta quello vero. Ma si potrà,dico io????
Provate a discutere voi con una che si crede di mentalità aperta ma :
Guarda le foto della Thailandia o di qualsiasi altro paradiso terreste e se esce con un “si vive bene solo a Rimini”.
Si avventura più in là del suo borgo solo per andare a trovare le sorelle e il dottore. 
E solo se mia madre è con lei.

Accetta i miei tatuaggi ma solo perchè tra i tanti due sono dedicati a lei.
Odia la modernità,non si capacità di come una scatoletta nera possa telefonare,suonare musica e andare su internet. Che poi cosa sarà questo internet?? 
Non parliamo poi di un blog o blob come dice lei,sono mesi che tento di spiegarglielo ma ormai ho perso le speranze.

Anche perchè secondo lei cucino che cib mudérn,tradotto : quei cibi moderni,che a lei non piacciono.
Per lei anche lo yogurt fa parte di quei cibi strani che sono sicuramente di un gusto tremendo e per questo lei non li assaggerà mai. (E detto da una che ho visto con i miei occhi mangiare la lingua cruda del coniglio che stava cucinando…)
Storce il naso mentre le faccio vedere le foto delle mie ricette,ma poi mi guarda con gli occhi luccicanti e fieri e mi dice che sono diventata proprio brava.
E io mi sciolgo.
Allora questo piatto lo dedico a te,cara nonna.



















AL CONTADIN NON FAR SAPERE…scrigno di speck,pere e gorgonzola fuso


ingredienti : per 2 persone


5/6 pere angelica
200 gr di speck tagliato sottile
150 gr di gorgonzola



Quando acquistate le pere abbiate cura di sceglierle già mature,altrimenti rimarranno troppo toste.
Lavatele,pelatele e tagliatele in 4.
Eliminate i semi e rivestite ogni spicchio di pera con una fettina di speck,ricoprendolo interamente. 
Adagiate in una terrina di ceramica senza alcun condimento e ricoprite con il gorgonzola tagliato a dadini.
Fate cuocere in forno caldo a 200° per 15/20 minuti,modalità ventilato. Gli ultimi 3 minuti utilizzate la modalità grill così lo speck diventerà croccante e il gorgonzola si fonderà meglio!
E’ un piatto semplice e veloce ma di sicuro successo.
Ottimo come antipasto o come contorno,da leccarsi i baffi…











MARE AMARO






Mare, dentro di te sta il mio amore. 
Hai preso la sua anima e il suo cuore.
Mare, riportala a riva, fammi parlare di nuovo con lei. 
Cercala ovunque, trovala, fallo per me. 
Mare riportami l’amore della mia anima
Insieme ai suoi compagni pellegrini di questo destino.
Creature del mare, siete voi gli unici testimoni di questa storia
E allora ditemi: quali sono state le sue ultime parole prima di partire
Mare!
Non sei tu il mare? E allora rispondimi!



Tesfay Mehari, cantante eritreo, dedica questo pezzo alla donna che ha perso nei mari d’Italia

(fonte: Fortress Europe)
Per una volta,proviamo a metterci dall’altra parte.
A chi con il mare CI MUORE.

















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