E’ TEMPO DI TATTOO

Zzz…Zzz…Zzzz…
Ore 7.15
Un ronzio riecheggia nella mia testa.
Non è il vicino,che come ogni mattina da 11 mesi a questa parte,mi da la sveglia con il martello demolitore.
Non è una zanzara,anche se questa notte un paio di loro mi ronzavano proprio sopra l’orecchio…avete presente no?
E’ un altro rumore.
E’ un rumore continuo,pochi alti tanti bassi.
E’ come una musica per me.
E’ il rumore di quella macchinetta infernale.
E’ il rumore che accompagnerà la mia mattina.
Una mattina passata a tatuarmi.
Partiamo dal presupposto che i tatuaggi o ti piacciono o non ti piacciono. E a me piacciono. Eccome se piacciono.
Per capirci,ho troppo poco spazio per fare tutti quelli che vorrei. Eh si,perchè ad un certo punto è solo questione di spazio…
E poi c’è il fattore F,come Femmina. Ancora nel 2013 i tatuaggi,soprattutto tanti tatuaggi fanno scalpore su un uomo,figuriamoci su una donna.
Sguardi curiosi su lembi di pelle misteriosamente dipinta.
Ci si sente quasi fenomeni da baraccone. 
Non che mi lasci influenzare da opinioni altrui,certo…comunque decidere di fare un tatuaggio così grande non è decisione da poco. Non è facile.
Eppure…eccomi qua…
Pronta a donare la tela più preziosa.
Dopo anni,io oramai ho la mia routine : una fetta di questa torta,caffè d’orzo bollente e il cuscino sottobraccio.
Casomai ci scappi un sonnellino…Non sarebbe nemmeno la prima volta. 
Ma non questa mattina,l’ago che penetra ripetutamente la mia pelle mi tiene sveglia e pimpante,pronta per questa nuova avventura. 
Un tatuaggio che racconta una storia e che si snoda lungo tutto il mio braccio destro.
Un tatuaggio grande e pieno di colori.
Tante ore di lavoro.
Pomeriggi in cui l’inchiostro nero macchierà la mia pelle,mischiandosi al colore.
Pomeriggi in cui ringrazierò la mia soglia del dolore così alta.
Si comincia,il disegno prende vita e io sento già gli occhi che si chiudono…Zzz…Zzz…Zzzz…mi lascio cullare dal ronzio della macchinetta e mi abbandono nelle abili mani della tatuatrice…work in progress,see you soon…




LA COLAZIONE PERFETTA :

TORTA ALLA CIOCCOLATA E CREMA FRANGIPANI ALLE NOCCIOLE

(tratta dal ricettario KitchenAid)


ingredienti :


200 gr di pasta brisée dolce 
65 gr di burro a temperatura ambiente
65 gr di zucchero
1 uovo sbattuto
15 gr di farina
70 gr di nocciole tritate finemente
4 cucchiai di cioccolata spalmabile


Per la pasta brisée ho seguito sempre la ricetta del ricettario,ho utilizzato :

200 gr di farina
100 gr di burro
1 uovo sbattuto
1/4 di cucchiaino di sale
2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaino di succo di limone
2 cucchiaini di acqua fredda

Ho mescolato con l’aiuto di un robot la farina,lo zucchero,il sale e il burro ammorbidito. Quando si sono formate grosse briciole ho aggiunto l’uovo,l’acqua e il limone.
Ho lavorato fino a formare un impasto sodo,ho formato una sfera e riposto in frigorifero avvolta da pellicola.

Prendete 2/3 della vostra pasta brisée e stendetela con l’aiuto di un matterello. Posizionate della carta forno tra l’impasto e il matterello,così lavorerete meglio la pasta.
Ora imburrate una tortiera,potete utilizzarne anche in alluminio usa e getta,del diametro di 22 cm.
Stendetevi la pasta premendo bene ai lati e ritagliando quella in eccesso.
Fate riposare in frigorifero per 15 minuti.
Nel frattempo preparate la vostra crema frangipani : montate il burro con lo zucchero finchè diventa soffice e spumoso.
Aggiungete le uova,miscelate bene e poi unite la farina e le nocciole tritate. (io le ho pestate dentro un canovaccio prendendole a colpi di batticarne!).
Amalgamate bene e preparate la base della vostra torta.
Fate una prima base con abbondante cioccolata spalmabile e poi ricoprite con la crema.
Cuocete in forno già caldo a 180° per 30 minuti,la crema dovrà colorirsi e diventare croccante.
Fate raffreddare su una griglia,così sformerete la vostra torta con più facilità.
Attenzione,può creare dipendenza.




CIRCUS

Questa notte ho fatto un sogno.
E per la prima volta dopo tempo,ho ricordato ogni singolo istante.
Era tutto così vivido…
Mio nonno Zeno quel pomeriggio aveva deciso di portarmi al circo.
Il grande Circo Americano.
Il profumo di frutta candita e zucchero filato mi inebriava e io stringevo la sua mano più forte che potevo.
Tutto intorno a me era fuori misura,grandi tendoni rossi e gialli si ergevano sullo sfondo carichi di promesse.
Uomini giganti passeggiavano tenendo al guinzaglio piccole scimmiette…donne barbute camminavano provocanti ammiccando ai giovani visitatori mentre clown di ogni genere sbucavano in ogni dove con i loro enormi nasi rossi.
A me,piccola bimbetta con i sandaletti bianchi  e blu,pareva di essere stata catapultata in una terra straniera,stracolma di meraviglie di ogni genere.
A cominciare da quella rossa mela candita che si ergeva fiera dal suo stecco di legno e che io avevo quasi paura di mangiare.
E’ ora di affrettarci,lo spettacolo sta per cominciare e mentre mi tengo saldamente al collo di mio nonno,mi sembra quasi di volare dall’alto delle sue forti spalle.
Al momento di entrare nel tendone le mie fragili gambette tremano mentre attraversano la pesante tela.
All’interno è quasi buio,fatta eccezione che per la pista centrale dove uomini robusti rastrellano la segatura che ricopre il pavimento.
L’odore è acre e mi ci vuole qualche minuto per abituarmici.
Quell’odore racconta un sacco di cose,anche a una bambina come me…terre lontane,animali esotici e tutto quanto di misterioso e affascinante potessi immaginare a 4 anni.
Lo spettacolo inizia :
E’ un susseguirsi di emozioni…i cavalli,i clown,i leoni con i loro impavidi domatori. Orsi e scimmie che giocano insieme.
E poi il buio.
Una pallida luce illumina un puntino in alto,troppo in alto per distinguere chiaramente i tratti della ragazza che si sta per lanciare dal trapezio.
La sala è carica di tensione e tutte le teste sono in alto…
Un luccichio di paillettes che rapisce centinaia di sguardi.
Anche io guardo in alto,più in alto che posso.
I miei occhi azzurri si spalancano,un groppo in gola.
Ecco. Si è lanciata…
Volteggia in aria tra i gridolini estasiati della folla e allunga le mani oltre la sua testa.
In un punto preciso,dove lei sa che due mani forti accoglieranno le sue stringendole saldamente per non lasciarla cadere.
La tensione è altissima,i trapezisti si avvicinano…le dita si sfiorano e… OFF.
Mi sono svegliata.
Attorno a me la penombra della camera,nessuna traccia di scimmie o clown (per fortuna perchè ora ne ho una paura fottuta) solo io che mezza addormentata mi domando se poi lui avrà preso lei.
Insomma,la bella trapezista si sarà salvata?
Se chiudo gli occhi vedo tutto nero,niente lustrini e fasci di luce a rischiarare il mio sogno ormai finito.
Un sogno…eppure sento ancora il sapore di quella mela succosa sulle mie labbra.
Un sogno?


Ps. Sogno a parte,ANIMALI LIBERI,SEMPRE.


CIRCUS : LA DONNA AFFAMATA



ingredienti : per 4 maxi – panini


4 maxi panini per hamburger
400 gr di manzo macinato
3 cucchiai di pecorino grattugiato
3 cucchiai di pangrattato
4 fette di formaggio di montagna
1 cucchiaino di mix spezie (aglio,cipolla,peperoncino,zucchero di canna)
1 uovo
sale 
pepe
8 fette di bacon
4 foglie di lattuga romana
1 pomodoro
1 cipolla bianca
aceto di mele




Per prima cosa tagliate a fette la cipolla e mettetela a bagno con acqua e 2 cucchiai di aceto di mele. Così perderà il forte.Se volete utilizzare la mia ricetta dei panini da hamburger date un’occhiata qua.
Con le stesse dosi ricavatene 4 pagnotte e cuocete secondo la ricetta.
Quando il pane sarà pronto lasciatelo raffreddare su una griglia e preparate la carne.
Prendete una ciotola capiente e unite la carne insieme all’uovo,il parmigiano e il pangrattato. (Se l’impasto vi risulta troppo morbido aggiungete altro pane e formaggio in quantità uguali).
Speziate la carne,salatela e pepatela. Io ho utilizzato un mix di spezie americano già pronto,se non lo riuscite a trovare potete aggiungere le spezie essiccate elencate sopra.
Formate quattro sfere di uguali dimensioni e lasciate riposare qualche minuto.
Fate soffriggere il bacon in una padella con un velo d’olio finchè diventa croccante,adagiatelo su carta assorbente e lasciate da parte.
Preparate il pane,tagliatelo in due (potete tostarlo leggermente all’interno scaldandolo su una piastra) e spalmatelo di salsa a vostra scelta. Per me maionese,ketchup piccante e salsa barbeque affumicata miscelate insieme.
Preparate dei fogli di carta forno e un batticarne.
Posizionate una sfera di carne tra due fogli di carta e con l’aiuto del batticarne,ricavate un disco abbastanza sottile. Ripetete per tutti gli hamburger.
Scaldate una piastra o una griglia,ungetela leggermente e posizionate a cuocere gli hamburger.
L’esterno dovrà quasi caramellare mentre l’interno dovrà rimanere tenero,ci vogliono circa 3/4 minuto per lato.
Quando mancherà 1 minuto ponete sopra la carne una fetta di formaggio di montagna e lasciate che si sciolga.
Prendete i vostri panini,ponete una foglia di insalata e una fetta di pomodoro,l’hamburger,il bacon,la cipolla precedentemente scolata e finite con altra salsa.
Chiudete il panino e preparatevi a gustare l’8 meraviglia…


Ps. Io ho esagerato aggiungendo anche fettine di jalapèno mescolate con maionese.









COME QUANDO FUORI PIOVE

Forse oggi sarà l’ultima giornata di mare…
Penso tra me e me nel dormiveglia di questa buia mattina.
Mi copro infreddolita con un lembo di lenzuolo,adoro la pelle d’oca del risveglio. Lascio fuori solo una gamba a rivelare la pelle nuda ancora abbronzata.
Strano però,mi sembra troppo buio perfino per avere ancora gli scuri chiusi…
E infatti piove.
A catinelle direi. Un cielo grigio come non vedevo da mesi avvolge la mia casa e mi catapulta in una giornata di novembre.
L’aria è decisamente fredda e me ne torno a letto sconsolata.
Niente mare.
Strano,dopo un primo momento di tristezza ora sono sollevata.
Finalmente piove!
So che mi pentirò amaramente di questa frase e quando non farà altro che piovere io mi chiederò se veramente è uscita dalle mie labbra…
Ma oggi sono contenta.
Ho voglia di cucinare!
Rintanata sotto il lenzuolo,con solo gli occhi a fare capolino pregusto già il menù di stasera.
Poco importa se è un tantino invernale…tanto fuori sembra novembre.
Ma non nella mia testa,abituata fino ad oggi al caldo e al sole. Come ci si veste in una giornata fredda e piovosa di metà settembre?
Intanto devo superare lo shock nell’infilare dopo mesi le scarpe…possibile mi sia cresciuto il piede? Mi sembra quasi che non riesca a respirare chiuso nella tela delle sneakers.
Sensazioni settembrine…
Persa nel traffico della mia città,ora maledico la pioggia che mi ha costretto a prendere la macchina invece del motorino.
Succede così anche da voi? Oppure è solo a Rimini che appena fa due gocce,in strada escono solo gli imbecilli?
Passa davanti a me una ragazza intabarrata in un piumino con cappuccio in pelliccia.
Anche lei deve aver avuto qualche problemino nell’interpretare il meteo…comunque siamo ancora a settembre mi dico mentre strabuzzo gli occhi.
Anche se non si direbbe.
Anche se tra poco sarà inverno.
Anche se fuori piove a secchi.
Eppure…amo questa pioggia.
Amo pensare al pomeriggio che passerò a cucinare.
Mentre fuori piove.
Con la casa piena di aroma di spezie.
La carne e il sugo che sobbollono in cucina.
In una pentola in ghisa nuova nuova.
Mio marito che mi fa compagnia.
Cosa voglio di più dalla vita?
Mmmm…forse il Lucano per digerire lo stracotto.


















STRA-COTTO DI COSTINE


ingredienti : per 4 persone


10 costine di maiale
1 grossa cipolla bianca
1 sedano
1 carota
700 ml di brodo di carne
700 gr di passata di pomodoro
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
olio evo
sale e pepe
origano
peperoncino in polvere (opzionale)
cannella in polvere (opzionale)


Tritate la cipolla,la carota e il sedano e fate soffriggere in una casseruola capiente fino a che la cipolla non appassirà leggermente. Io ho utilizzato una pentola in ghisa,ma potete usarne anche una in coccio. Se invece usate una pentola normale fate attenzione alla cottura. Controllate più spesso che non vi si attacchi sul fondo.
Tagliate a metà le vostre costine di maiale (io me le sono fatta tagliare dal macellaio) e fatele sigillare nella pentola insieme al misto da soffritto a fuoco medio.
Quando la carne diventerà bianca,aggiungete il brodo caldo e abbassate la fiamma al  minimo.
Fate cuocere qualche minuto poi salate,pepate e aggiungete le spezie a piacere.
Io ho usato una bella dose generosa di origano,una punta di cucchiaino di peperoncino e una bella spolverata di cannella.
Mescolate il tutto,coprite con un coperchio e fate cuocere fino a far ritirare tutto il brodo.
Ci vorrà circa 1 ora e mezza.
Controllate e mescolate di tanto in tanto.
A metà cottura aggiungete il concentrato di pomodoro e proseguite.
Le costolette dovranno iniziare a ritirarsi dall’osso.
Quando il brodo sarà asciugato (lasciate un paio di cucchiai nella pentola non di più) unite la passata di pomodoro e girate bene con un cucchiaio di legno.
Rimettete il coperchio e continuate la cottura.
Calcolate una 30′ di minuti.
A questo punto la carne si staccherà completamente dall’osso e il sugo si sarà ristretto alla perfezione.
Spegnete la fiamma e fate raffreddare qualche minuto prima di servire.
Se,nella strana eventualità,dovesse rimanervi della carne potete utilizzarla come sugo per condire la pasta,per farcire dei panini o dei crostini o come accompagnamento per la polenta.
Basterà aspettare che sia completamente fredda,sfilacciarla con le mani e riporla in un contenitore ermetico.
Conservate in frigo per un paio di giorni oppure congelate.













L’ESTATE STA FINENDO

L’estate sta finendo
e un anno se ne va,
sto diventando grande
lo sai che non mi va…




La colonna sonora per eccellenza della fine dell’estate.
Chi non l’ha mai canticchiata almeno una volta?
Ti svegli una mattina e senti che l’aria è cambiata.
Ti assale la tristezza,fai un breve calcolo di quanti giorni di estate mancano e pensi già al grigiore dell’inverno…
Per me,appena passa ferragosto è come una condanna.
Lo so già.
E’ solo questione di tempo,troppo poco tempo.
E poi l’estate sarà finita.
La mia estate.
Passata a bere birra e fare tardi.
Dormire tanto,anzi tantissimo.
Bere solo caffè shakerato.
E poi vuoi mettere la semplicità?
Una t-shirt,short,sandali.
Tutti i santi giorni caldi che dio manda sulla terra.
E le unghie smaltate che fanno capolino dalla sabbia?
Anche voi siete fra quelle che si fotografano i piedi?
Non ci credo che non l’avete fatto almeno una volta!
Amici che partono,amici che tornano.
Canzoni cantate a squarciagola sotto le stelle.
La spensieratezza di quando si era ragazzini e mancavano ancora un sacco di giorni prima della scuola.
Mille partite a carte e a biliardino.
I tuffi in mare e i giochi in piscina.
I giorni interminabili passati in spiaggia.
Una borsa estiva mai disfatta.
Dormire solo con il lenzuolo e avere caldo.
Quel caldo afoso,che da alla testa e di cui tutti ci lamentiamo.
Ma che dura così poco!
Bighellonare in bicicletta,tenere gli occhiali da sole fino al tramonto e gli aperitivi lunghi.
Le abbuffate di pesce,i panini le pizzette e le piadine che fanno parte della dieta quotidiana dei vacanzieri.
E anche della mia…
Gli shortini alcolici…tanto amati e tanto odiati.
La poca voglia di cucinare e la voglia di stare in compagnia.
Amicizie che si rinsaldano.
Abbracci,balli e risate a più non posso.
Un’estate che è volata.
Un’estate bellissima.
Resa unica da chi ne ha fatto parte.
I miei amici.
Un grazie a chi c’era c’è stato e c’è ancora.
A chi mi ha fatto ridere,a chi mi ha fatto luccicare gli occhi.
Un grazie a chi mi vuole bene.
Un grazie a voi,amici,che avete contribuito a rendere unica questa mia estate!




































I PASSATELLI ANZITEMPO


ingredienti : per 2 persone affamate


3 uova (magari del contadino se le trovate)
150 gr di Parmigiano Reggiano
150 gr di pangrattato
3 cucchiai di farina
20 gr di burro a temperatura ambiente
noce moscata
sale e pepe
olio d’oliva
brodo di gallina


Rompete le uova e sbattetele insieme in una ciotola.
Unite la noce moscata,una buona dose generosa,sale e pepe.
Mescolate bene e unite poco alla volta il parmigiano e il pangrattato,aggiungete anche la farina e iniziate a impastare con la mano dentro la ciotola direttamente.
Quando avrete amalgamato tutti gli ingredienti unite il burro tagliato a tocchetti e continuate a impastare.
Le dosi del parmigiano e del pangrattato vanno fatte un po’ a occhio in verità,comunque l’impasto dovrà risultare liscio e sodo al tatto.
Una volta pronto,formate una palla e avvolgetela in pellicola trasparente. Lasciate riposare 30 minuti in frigorifero.
Nel frattempo mettete a bollire il brodo in una pentola capiente e  munitevi di uno schiacciapatate.
Togliete l’impasto dal frigorifero e ungetevi le mani con un cucchiaino d’olio. Formate 3 sfere di uguali dimensioni.
L’olio permetterà alla pasta di scivolare meglio.
Il brodo deve essere a bollore.
Prendete lo schiacciapatate,inserite una pallina di pasta e schiacciate con tutte le vostre forze.(Fate questa operazione sopra la pentola del brodo).I passatelli fuoriusciranno e quando voi sarete a fine corsa tagliateli con un coltello e lasciateli scivolare nel brodo. Recuperate l’impasto in eccesso e formate i passatelli anche con il resto delle pagnotte.
Cuociono in un nano secondo,come vengono a galla spegnete la fiamma e con l’aiuto di un mestolo trasferiteli in un piatto fondo. Aggiungete brodo a piacere. Spolverate con pepe nero macinato al momento e gustate caldi.




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