UN GIRO IN CENTRO

travel | 30 marzo 2017 | By

C’è una costante nella mia vita due volte a settimana.
Il mercoledì e il sabato.
Da quando son bambina e ho memoria è sempre stato così.
Prima ci andavo accompagnata dalla mamma e a volte dalla nonna.
Oggi vado sola o ci porto Denver, vera guest-star del mercato settimanale di Rimini.
È un vero e proprio rito, la spesa nei giorni di bancarelle si va a fare lì.
Ad oggi, 430 banchi a vostra disposizione sono collocati tra le mura della città.
Non più sotto il Castel Sismondo, ora vi troverete a passeggiare tra antichi monumenti e chioschi di fiori variopinti. Vestiti alla moda, scarpe ma anche frutta e verdura del posto.
Immancabili i banchi di salumi e formaggi, vino e ogni ben di dio.
Camminerete tra piazze famose e percorsi romani, dove potrete ammirare i resti dell’anfiteatro e del teatro, scavi archeologici e palazzi finemente affrescati.
Degno di una nota il tempio malatestiano, un gioiello del classicismo.
Oggi vi porto a fare un giro al mercato con me, pronti a tuffarvi nei colori?

 

 

Fiori a perdita d’occhio, di tutti i colori che riuscite ad immaginare.
I banchetti in Piazza tre Martiri sono uno spettacolo per gli occhi!

 

 

Camminando per le vie del centro troverete anche i banchi della frutta e della verdura, dove i colori se è possibile sono ancora più sgargianti di quelli dei fiori.

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Succulenti ravanelli rossi 

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Le carote con il ciuffo, qui le trovate sempre!

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Non vi sembrano bellissimi questi porri dal colore sgargiante?

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Dopo la verdura un assaggio alle olive piccantissime ci sta!

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E alla fine…un salto in pescheria!

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Vongole come se piovesse!

La pescheria del mercato coperto è fornitissima!

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 Qui Alessandra al lavoro mentre pulisce i ricci di mare di Manfredonia.

METAMORFOSI IN ATTO

i Dolci | 21 marzo 2017 | By

La primavera è nell’aria, negli alberi in fiore che sbocciano dopo il lungo inverno.
Tutto attorno a me riprende vita e colore.
L’erba diventa improvvisamente più vivida e verde ogni giorno che passa.
Il cielo quando è terso pare di un azzurro quasi finto da quanto è bello.
A primavera rinasco anche io.
Mi svesto di strati come una cipolla, riprendo colore e joie de vivre.
L’inverno qua è stato buio e tetro, complici le solite allergie che ormai mi perseguitano.
Ma questo sfriccicorio nell’aria tersa e tiepida di questo fine marzo è come una medicina.
Una cura per il corpo e per l’anima.
Negli ultimi mesi sono scomparsa nonostante non abbia mai smesso un solo giorno di cucinare e fotografare.
La fotografia, questa passione così travolgente.
Diventata ormai una costante, una parte di me.
A farsi spazio a gomitate tra le tante passioni che da sempre mi attanagliano.
Chi mi conosce bene lo sa, da sempre sono una mutaforme.
Ho imparato a reinventarmi proprio da lui.
Grande inventore e giocoliere della vita.
L’unica mancanza vera nel mio oggi.
Strano che io rinasca proprio ora, proprio a marzo.
Sono anni che la primavera ha per me un altro significato.
Una punta di amarezza in fondo al cuore.
Ventuno.
Nel mezzo ci stanno tantissime me.
Ti sarebbero piaciute tutte, nonno.
A lui dedico questa nuova Elisa e a voi qualche novità sul blog.
Non troverete più solo ricette, ma conoscerete anche quello che mi circonda ed entusiasma ogni giorno.
Fotografie, ricette e parole.
La Tagliatella nuda è tutto questo.

 

         

 

Bowl con yogurt bianco, farro soffiato, fragole, mirtilli

&

fave di cioccolato raw

 

 

Lavate e tagliate le fragole per il lungo.
Versate lo yogurt in una ciotola, guarnite con il farro soffiato.
Aggiungete le fragole e i mirtilli.
Spolverate con le fave di cioccolato tritate.
Enjoi!

 

 

Quest’anno, le mie fragoline di bosco hanno ripreso vita.
Mentre ne aspetto la crescita mi gusto queste fragole buonissime coltivate in  un’ azienda nostrana.

 

SAI COSA MANGI?

Ci sono cose che partono semplici semplici. 
Come la ricetta di oggi, facile e velocissima.
Tre ingredienti : pasta frolla, marmellata, zucchero.
Non fate gli spulicreti, so benissimo che usate la pasta sfoglia compera e anche la frolla qualche volta.
Stanno comodamente arrotolate lì, nelle loro confezioni sigillate e invitanti.
Vi permettono di realizzare stuzzichini e ricette sfiziose alla velocità della luce.
Ormai le trovate ovunque, anche nei negozi biologici.
Senza grassi idrogenati, light, rotonde o al cacao.
Ce ne sono veramente di ogni tipo ormai.
Ma chi come me ha qualche allergia, nello specifico ad arachide, mais e girasole (e non vi ammorbo con tutte le altre) saprà che non esiste in commercio una pasta sfoglia o frolla già pronta, realizzata con olio d’oliva oppure di vinacciolo o di grano.
O perlomeno io non ne ho trovate.
E va bene che gli oli vegetali costano meno però ragazzi qua è diventata una gara dura.
Non solo per la frolla o la sfoglia, che pazienza mi preparo da sola e arrivederci velocità e comodità.
Parlo di tutti i prodotti che ci circondano.
Edulcorati in una maniera impressionante.
Additivi, sbiancanti e conservanti di ogni genere oramai la fanno da padrone sulle nostre tavole.
Io per bisogno ho iniziato a dover leggere tutti gli ingredienti di quello che compero, e vi assicuro che se è un’operazione che non avete mai fatto, rimarrete sbalorditi.
Non scenderò nei dettagli, le sorprese le lascio a voi.
Ma mai come ora mi rendo conto dell’importanza di cucinare da zero, di nutrirsi di alimenti genuini, nostrani e di stagione.
Ci vuole tempo, un sacco di tempo.
Ve lo dice una che non si può manco prendere una brioches in un bar o una pizzetta al taglio quando i morsi della fame la fanno da padrone.
Non è semplice.
Trovare gli ingredienti giusti e cucinare una gran parte di quello che mangi con le proprie sante manine.
Tornare ai sapori di una volta, genuini è meno complicato di quel che si pensa però.
Bisogna ricercarli, trovare i produttori giusti e a volte spendere un pochino in più.
Quello che ci frega in questo mondo moderno è la comodità.
Poter comperare tutto in un solo negozio ci ha risolto parecchi problemi logistici, è vero.
Eppure così ci ritroviamo a mangiare prodotti cucinati in serie, precongelati, che contengono tracce della qualunque e a sentirci dire che dobbiamo mangiare sano.
Ora, chiudete gli occhi per un secondo e pensate a cosa vi cucinava nonna.
Non sarà stata uno chef stellato e nemmeno una nutrizionista eppure gli alimenti di una volta erano veramente genuini e nutritivi.
E i profumi che scaturivano dalla cucina?
Uno spettacolo.
Rilassiamoci, prendiamo un bel respiro e ripetiamo insieme :
La frolla all’olio per la ricetta di oggi la preparo io fatta in casa.
Ritagliatevi un pochino di tempo nella vostra giornata per impastare, affettare e sbollentare.
Da una gran soddisfazione e ha un effetto terapeutico.
Ascoltate la vostra coscienza alimentare, leggete le etichette dei prodotti che acquistate e cercate di preparare cibi genuini più spesso che potete.
Affidatevi a produttori locali e riscoprirete i sapori veri e il buon cibo di una volta.
Cucinare parte proprio da qui, dalle materie prime.
L’amore per il cibo fa il resto.

CROSTATINE SU STECCO
Deliziose crostatine realizzate con pasta frolla all'olio e marmellata.
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Prep Time
20 min
Cook Time
20 min
Total Time
50 min
Prep Time
20 min
Cook Time
20 min
Total Time
50 min
Ingredients
  1. 500 g di pasta frolla
  2. marmellata
  3. zucchero
Instructions
  1. Stendete la frolla e assottigliatela mantenendola comunque spessa un paio di millimetri.
  2. Con uno stampino da biscotti o un coppapasta ritagliate le forme dlle vostre crostatine.
  3. Farcite con un cucchiaino di marmellata e preparate i ritagli per chiuedere le crostatine a vostro piacimento.
  4. Inserite la punta dei bastoncini all'interno delle crostatine, sigillando bene con i rebbi di una forchetta.
  5. Posizionate su una teglia rivestita di carta forno e spolverate con lo zucchero.
  6. Lasciate cuocere per almeno 20 minuti in forno già caldo a 180 gradi.
  7. Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia.
Adapted from Linda Lomelino
Adapted from Linda Lomelino
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/

 

BACI AL SEMAFORO

Rosso. Rallento, mi fermo.
Già parecchio traffico questa mattina.
Macchine ferme al semaforo.
Mi metto in fila, direzione centro.
Accanto a me altre vetture aspettano il verde per dirigersi al mare.
A fianco a me una macchina sportiva, all’interno dei ragazzi.
Giovani e carini.
Mi giro a guardarli una sola volta, annoiata dal traffico e sbadigliando.
Ma sento come dei colpetti lontani.
I ragazzi stanno picchiando sui vetri della loto auto.
E mi mandano dei baci.
Dei baci, avete capito bene.
Mi rigiro.
Mi guardo allo specchietto, tra occhiali da sole e berettone in lana non credo di essere così fascinosa.
Riguardo verso i ragazzi, mandano ancora baci.
Poi uno di loro fa un gesto con la mano e io capisco.
Mi sposto all’indietro di qualche centimetro, giusto il poco che basta per far uscire dall’abitacolo il testone di Denver.
Di nuovo baci, moine e carinerie.
Ecco per chi erano i baci.
Per il mio co-pilota preferito.
Cucciolone ancora in crescita che adora stare seduto sul sedile davanti dell’auto come un cristiano.
Ancorato con la cintura di sicurezza, sedile riscaldato al livello uno, se ne sta là a scrutare il mondo fuori.
Mi ricorda i viaggi in macchina che facevo con mia madre.
Mi diceva che per imparare a guidare dovevo osservare attentamente cosa faceva lei.
Freno, frizione, marcia.
Io me ne stavo lì, seduta a fianco a lei sognando di guidare e raggiungere chissà quali mete.
E oggi, mi ritrovo qua, dentro l’abitacolo minuscolo di una smart, con una cane di taglia gigante seduto al posto che una volta era mio.
Lui mi osserva, osserva la strada e gli altri cani che passeggiano.
Soprattutto gli altri cani.
Sta seduto composto meglio di un bambino e anche di qualche adulto che conosco.
Mi accompagna a fare la spesa, al mercato e a trovare la nonna.
Paziente più di un marito, si sorbisce tutte le chiacchiere infinite delle persone che incontro, le attese e le code in fila alla cassa.
Ecco, quelle se potesse le eviterebbe ma gli ho già spiegato che gli oggetti si devono pagare e non si può uscire così all’arrembaggio.
Ma il suo momento preferito è quello in cui risaliamo in macchina.
Allacciamo la cintura e siamo pronti per un nuovo viaggio.

RAVIOLI AL RADICCHIO
Serves 2
Un primo piatto preparato con pasta fresca fatta in casa e un ripieno ricco di vitamine e sali minerali.
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Prep Time
40 min
Prep Time
40 min
Ingredients
  1. 2 uova fresche
  2. 200 g di farina 1
  3. 250 g di radicchio di Chioggia
  4. 250 g di stracchino cremoso
  5. sale
  6. pepe
Instructions
  1. Cominciate preparando la pasta.
  2. Su un tagliere, fate una fontana con la farina e rompete le uova al centro.
  3. Amalgamate le uova con la farina con l'aiuto di una forchetta, unendo poca farina alla volta.
  4. Impastate bene e con energia per 10 minuti. Quando otterrete un impasto sodo ed elastico, formate una pagnotta e mettete a riposare coperto da una ciotola per 30 minuti circa.
  5. Nel frattempo lavate e mondate il radicchio, tritatelo finemente con l'aiuto di un blender o un frullatore. Scolatelo bene dall'acqua di vegetazione e unitelo allo stracchino.
  6. Salate e pepate e tenete pronto per la farcitura.
  7. Ora tirate la pasta, io utilizzo la sfoglina così riesco ad utilizzare tutti i ritagli di pasta.
  8. Deve diventare sottile ma non troppo e rimanere elastica.
  9. Ora farcite con l'impasto, aiutandovi con due cucchiaini lasciando spazio tra un raviolo e l'altro.
  10. Utilizzate una formina per ritagliare i ravioli.
  11. Spolverizzate con un velo di farina un vassoio e adagiateci i vostri ravioli pronti.
  12. Lasciateli seccare un poco a contatto con l'aria prima di cuocerli.
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/

CIAMBELLINE A COLAZIONE

Un cielo plumbeo e carico di pioggia.
Forse neve, se le temperature si abbassano ancora.
Un vento gelido e inquietante crea vortici con le foglie che ricoprono il giardino.
Dicono pure che oggi è il Blue Monday.
Ovvero, la giornata più triste dell’anno.
Ma veramente, siamo in grado di farci condizionare la giornata da una notizia del genere?
Tutta basata da statistiche e numeri.
Sarà che io con la matematica non sono mai andata d’accordo.
Sarà che in questo periodo ho voglia di concentrarmi solo su cose positive.
Comunque il mio lunedì-blue-monday non è partito affatto male. 
Nonostante sia dovuta andare a fare degli esami ematici, a digiuno.
Per me il vero spauracchio non sono gli aghi, bensì il digiuno forzato.
E dire che ci sono mattine in cui bevo soltanto un caffè.
D’orzo. Anzi, ora nemmeno più quello.
Cicoria e via andare.
Al massimo un tè.
Comunque…alcune mattine non ho fame e non mangio nulla fino a sera.
Il pranzo non è contemplato e così finisce che ceno e basta.
Chissà perché però la mattina in cui devo andare a fare le analisi mi assale una fame da camionista.
Gradirei nell’ordine : uova e pancetta, croissant, yogurt, succo d’arancia, caffè (quello vero), un toast, qualche fetta biscottata con burro e marmellata, crostata, ciambella e biscotti.
Non necessariamente in quest’ordine.
E invece mi faccio mestamente la doccia, preparo il caffè (quello vero) per il marito e servo a Denver la colazione.
Che consiste in un pezzo di pane duro come il marmo grande come le mie mani che lui sgranocchia in pochi secondi.
Ecco, stamattina mi mangerei pure quello.
Invece, esco al freddo e al gelo.
Mi fermo al primo bar che incontro.
Scendo per prendere una brioches da mangiare appena terminati gli esami.
Ma le brioches sono finite e risalgo in macchina.
Traffico scorrevole.
Arrivo in clinica ma di parcheggi nemmeno l’ombra.
Macchine che sbucano da ogni angolo e fanno il cerchio del parcheggio manco fossero squali.
Almeno venti minuti dopo trovo un posto libero dove entro a tutta velocità sperando non me lo soffino.
Fila per pagare gli esami. 
Fila per fare gli esami.
Almeno le dottoresse erano carine, professionali e pure simpatiche.
Mi hanno messo il buonumore.
Esco nel freddo delirante di questo lunedì.
Mi dirigo alla macchina e accendo il riscaldamento al massimo.
Mi è venuta voglia di ciambelle.
Soffici come una nuvola e ricoperte con lo zucchero.
Guido sognante fino a casa.
Non vedo l’ora di chiudere il vento gelido fuori e dedicarmi alla preparazione, velocissima delle ciambelle.
Ah, non ci sono le uova. E nemmeno l’olio.
Mannaggia al blue monday…
Esco di nuovo, una corsa a comprare uova e olio e poi di nuovo a casa.
Malumore non mi avrai.
Nel tepore della cucina, intenta a prepararmi una meritata colazione canticchio leggera.
Non è forse vero che le cose più si desiderano tanto più si è contenti quando si ottengono?
E ora ciambelline, venite a me.
Sia messo agli atti che me ne sono spolverata ben 9 prima di sentirmi piuttosto sazia.

CIAMBELLINE INTEGRALI
Yields 21
Deliziose e morbide ciambelline perfette per la colazione o la merenda
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Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Ingredients
  1. 2 uova
  2. 100 g di zucchero
  3. 30 g di acqua
  4. 60 g di olio di vinacciolo
  5. 1 cucchiaio di miele
  6. 110 g di farina integrale
  7. 2,5 g di cremor tartaro
  8. 2,5 g di bicarbonato
  9. sale, un pizzico
  10. zucchero a velo per decorare
Instructions
  1. Con un robot da cucina montate le uova insieme allo zucchero e al miele.
  2. Unite anche il pizzico di sale.
  3. Quando avrete ottenuto un composto spumoso aggiungete l'acqua.
  4. Aggiungete anche l'olio e fate amalgamare bene.
  5. Unite la farina che avrete setacciato insieme alle polveri lievitanti.
  6. Miscelate bene e mettete a riposo coperto da un piatto per 10 minuti.
  7. Riscaldate la piastra per ciambelle e ungete con uno spruzzo di olio.
  8. Versate una cucchiaiata di composto in ogni scomparto.
  9. Richiudete la piastra e lasciate cuocere per 5 minuti.
  10. Una volta pronte le ciambelline estraetele con delicatezza dagli stampi della piastra.
  11. Ponete a freddare su una griglia, spolverizzando con zucchero a velo quando sono ancora tiepide.
Notes
  1. Potete utilizzare anche olio di oliva o di semi per la preparazione di queste ciambelline.
  2. Io ho utilizzato olio di vinacciolo a causa di allergie.
  3. Se non avete la piastra elettrica per ciambelle potete utilizzare stampi da donuts.
Adapted from La Cuoca Dentro
Adapted from La Cuoca Dentro
La tagliatella ñuda http://www.latagliatellanuda.ifood.it/

CONSIGLIA Latte di avena